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Si accelera sul terminal container

Si accelera sul terminal container

L’Autorità Portuale conta di dare il via ai lavori per ottobre. La durata del cantiere è stimata in 36 mesi, step by step, per un investimento privato di 386 milioni di euro. Al lavoro per un collegamento ferroviario diretto con Fiumicino: Fs dà garanzie sullo stanziamento

CIVITAVECCHIA – I 52 nuovi accosti di traffico agroalimentare con l’America, la zona franca, il recente accordo commerciale di Cfft per l’approvvigionamento di provviste di bordo sulle navi da crociera della Royal Caribbean. Tutti progetti che lanciano la volata a quello che sarà il futuro terminal container. È stato il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti ad indicare nel mese di ottobre la data in cui, se tutto va bene, inizieranno i lavori per la nuova opera, della durata di 36 mesi. «La concessione per l’area container – ha spiegato Monti- nasce nel 2005 ma il piano regolatore è stato approvato solo nel 2012 a causa di procedure amministrative davvero molto lunghe. Ora il Comune ha mandato la delibera al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici – ha aggiunto Monti – ci auguriamo che ad ottobre possa essere posta la prima pietra». Il cantiere sarà realizzato “step by step’’, aprendo il nuovo terminal in diverse fasi in base alle richieste del mercato. «Entro un anno, ad esempio – ha aggiunto Monti – la banchina e la diga foranea. La banchina avrà una lunghezza di 900 metri e sarà unica sul panorama nazionale, in grado di ospitare 2 grandi navi e le gru di nuova generazione». Un investimento privato da 386 milioni, con la Compagnia Porto Civitavecchia, formata da Gavio, Enel ed Unicredit che permetterà di raggiungere un traffico da 1.200.000 teus. Una grande ambizione per il porto cittadino. L’area sarà in concessione per quaranta anni. «Non siamo in competizione con gli altri scali nazionali – ha poi voluto sottolineare il numero uno di Molo Vespucci – ma con i porti del Mediterraneo e del nord Europa che servono Roma. Bisogna ricordare che il 60% del mercato romano non viene servito dagli scali nazionali. E questo vuol dire mancata occupazione e mancato gettito dell’Iva». Un porto quindi che si candida ad aggredire anche il settore delle merci, dopo aver imposto la propria leadership in quello passeggeri. Ovviamente servono le infrastrutture adeguate. In quest’ottica lo stesso Monti ha sottolineato come si stia lavorando, ad esempio, per una linea ferroviaria Civitavecchia-Fiumicino. «Nell’accordo di programma c’è la volontà da parte delle ferrovie – ha sottolineato Monti – e gli stessi dirigenti mi hanno confermato anche lo stanziamento: a darmi rassicurazioni è stato l’ad di Fs Michele Elia. In questo modo finalmente gli utenti del porto avranno un collegamento diretto verso la città e l’aeroporto evitando il traffico su gomma».

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