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Guasto: affonda una motobarca

Guasto: affonda una motobarca

S. Marinella. Intervento  di Sommozzatori, Prociv e Capitaneria

S. MARINELLA – In pochi secondi un pescatore professionista che aveva la sua attività all’interno del porto turistico, ha visto andare in fumo anni di lavoro. Ieri mattina, infatti, intorno alle quattro, la sua motobarca di circa cinque metri è affondata all’interno della darsena riservata ai diportisti, a causa di un guasto che ha fatto infiltrare acqua nello scafo. Ad accorgersi del barcone affondato è stato un operatore del servizio di sorveglianza notturno presente nel porto che ha immediatamente avvertito il titolare di quanto era accaduto. Sul posto si sono portati, oltre al proprietario della barca, il comandante dell’ufficio locale marittimo della Capitaneria di Porto Salvatore Nocerino, il responsabile del Nucleo Sommozzatori Paolo Ballarini, il presidente della Protezione Civile Mauro Guredda e il coordinatore dei Rangers D’Italia Luca Astori. Le operazioni di recupero hanno preso il via intorno alle 7,30 quando un gruppo di sommozzatori in collaborazione con i volontari della protezione civile è entrato in acqua e ha provveduto a liberare lo scafo di alcuni vasconi che contenevano reti da pesca. Subito dopo hanno fissato le fasce di imbraco sotto il natante che è stato portato nella sua posizione naturale. L’operazione più complicata, prima di liberare lo scafo dall’acqua con una pompa a motore che ha consentito il galleggiamento del barcone. Con un gommone, la motobarca è stata trainata allo scivolo e quindi issata su un camion che l’ha trasportata in un cantiere navale. Per il pescatore, quindi, si profila un lungo periodo di inattività. La barca l’aveva acquistata un paio d’anni fa in una località dell’Adriatico sostituendola a quella precedente con cui aveva iniziato il suo lavoro. «Alle tre di questa notte la barca galleggiava – ci dice il pescatore – mentre un’ora dopo era a fondo. Credo che alla barca si sia rotto il tubo del pescaggio ed abbia imbarcato acqua». Fortunatamente la Eurico, questo il nome del natante, non ha avuto perdite di carburante quindi si è evitato l’inquinamento ambientale. (Gi.Ba.)

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