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Mese caldo sul fronte del lavoro

Mese caldo sul fronte del lavoro

Marzo sarà caratterizzato da proteste e manifestazione in diversi ambiti. Borsisti sotto il Pincio. Hcs in stato di agitazione: operai pronti a bloccare i servizi. Venerdì sciopero generale nazionale al porto. L’11 incrociano le braccia i comunali

CIVITAVECCHIA – I borsisti in protesta sotto Palazzo del Pincio, i lavoratori della Privilege Yard che attendono notizie sul proprio futuro e sulla ripresa o meno del cantieri, quelli del Cta su cui pendono lettere di licenziamento annunciate. E poi l’Interporto, su cui c’è massimo silenzio, ma con la società in fallimento. Senza parlare dei comunali sul piede di guerra e della situazione esplosiva ad Hcs e a Civitavecchia Infrastrutture.
E poi ci sono i lavoratori ex Italcementi che aspettano che Comune ed azienda riescano a trovare un accordo. Sono solo alcuni esempi della situazione ‘‘calda’’ dal punto di vista occupazionale in città. Una situazione pronta ad esplodere in tutta la sua evidenza proprio in questo mese. Marzo, infatti, è segnato da una serie di manifestazioni, scioperi e proteste già calendarizzate. E non è escluso, considerato l’equilibrio precario, che se ne aggiungano altre. I lavoratori di Hcs sono in stato di agitazione. «La totale imperizia da parte dell’attuale Amministrazione Comunale – hanno spiegato i sindacati unitari – continua a causare ritardi e perdite economiche rilevanti che minano la sopravvivenza dell’Azienda stessa e di conseguenza la salvaguardia dei livelli occupazionali. Tale grave situazione di stallo sta oggettivamente trascinando anche lo stesso Comune in una situazione di pre-dissesto finanziario, ponendo in pericolo di tutela occupazionale gli stessi dipendenti pubblici». Chiedono quindi l’immediata convocazione del tavolo istituzionale, «nel rispetto degli accordi precedente sottoscritti e mai annullati e mai messi in esecuzione – hanno aggiunto – viceversa alla presa visione degli atti amministrativi prodotti dall’attuale amministrazione finalizzati ad un nuovo piano di ristrutturazione in alternativa a quello già deliberato. Se la presente richiesta rimanesse inevasa, saranno attivate tutte le forme di lotta e di denuncia, compreso l’indizione dello sciopero generale delle categorie oggetto della vertenza». E questo significherebbe il blocco di tutti i servizi, dal trasporto pubblico e fino al ritiro dei rifiuti, con cassonetti pieni come già avvenuto in passato. Più volte gli stessi sindacati, singolarmente o in maniera unitaria, hanno chiesto di conoscere in tempi rapidissimi quale piano industriale di ristrutturazione societaria è in corso di elaborazione e comunque quali misure sono in corso per salvaguardare i livelli occupazionali. Invano. Nessuna risposta da parte dell’amministrazione comunale e, in particolare, dell’assessore Marco Savignani, delegato proprio alle partecipate. Braccia incrociate, invece, l’11 marzo prossimo per i comunali. Il motivo? La questione attinente al fondo salario accessorio e ai trasferimenti imposti dall’amministrazione a Cinque Stelle che avrebbero causato problemi nei diversi uffici. Il 6 marzo, infine, si fermerà anche il porto di Civitavecchia per via dello sciopero nazionale, indetto dalle categorie dei trasporti che esprimono forti perplessità e timori nei confronti della Riforma dei Porti, sulla quale sta lavorando il Governo e che potrebbe impattare negativamente proprio sul lavoro.

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