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«Portate un fiore ai nostri defunti»

LADISPOLI - L’appello del sindaco Crescenzo Paliotta all’indomani del gesto oltraggioso ai danni del cimitero cittadino. Il primo cittadino: «Stiamo valutando mezzi di controllo notturno». Sdegno anche del Pd locale

LADISPOLI - L’appello del sindaco Crescenzo Paliotta all’indomani del gesto oltraggioso ai danni del cimitero cittadino. Il primo cittadino: «Stiamo valutando mezzi di controllo notturno». Sdegno anche del Pd locale

LADISPOLI – Sdegno del sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta all’indomani dell’atto vandalico che ha offeso centinaia di famiglia e i defunti sepolti presso il cimitero cittadino. Il sindaco della città portuale lancia un appello: oggi dalle 11 in poi portate un fiore ai nostri defunti.
Più che il danno materiale il danno morale, con vasetti spaccati, fiori buttati per terra, cocci sparsi dappertutto. Tombe profanate per ricavarne rame. «Non c’è rispetto ormai neppure per i morti – ribadisce il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta – Avevano colpito i cimiteri di Civitavecchia, di Ceri ma non erano mai arrivati a tanto. E’ stato un oltraggio a tutta la nostra collettività. Quello  che è accaduto – ha continuato Paliotta – oltrepassa la gravità di un semplice furto, è stata colpita tutta la città. Si dovrebbe risalire ai ricettatori per cercare d’indentificare gli autori, ma è giusto un mio pensiero. Dico solo che sono vicino ed esprimo solidarietà a tutte quelle famiglie che hanno subito questo che non possiamo che definire un oltraggio gravissimo. Non credevo si dovessero sorvegliare anche i cimiteri ma a questo punto oltre a scuole, Comune e altri siti, insieme al gestore del cimitero, stiamo valutando tutti i mezzi di controllo notturno, come  la vigilanza  e l’istallazione di telecamere di sorveglianza».
Anche il Partito democratico si associa allo sdegno. «Si è voluto compiere un atto di atroce barbarie – condanna il Pd – si è voluto agire in modo deciso e spietato, nel solo fine di trarre vantaggio materiale. Si è voluto calpestare il luogo di riferimento della memoria umana non comprendendo il ‘‘rispetto’’ di coloro che rappresentano il motivo della nostra esistenza. Si è voluto sfregiare la dignità della persona per colpire l’aspetto estetico della struttura alla quale il ricordo ha un suo volto. Come società civile e movimento politico dobbiamo comprendere che ogni elemento della nostra vita ha un suo segmento di essenza e che tale deve essere protetto e difeso ad ogni costo da ogni tentativo di offesa, così come la condanna che deve essere forte nel suo clamore, e la solidarietà piena verso coloro i quali si sono visti tentare di profanare il ricordo della loro storia e, seppur indirettamente, della loro odierna vita. Il passato e il suo significato come spazio e momento hanno ricevuto un terribile oltraggio psicologicamente paragonabile ad un colpo al ventre alla quale ci costringe a piegarci in ginocchio. Il momento più straziante al quale nessuno crede, se non nel momento in cui viene a constatare con i propri occhi quanto avvenuto, e perché nessuno può immaginarsi mai di pensare che si possa arrivare a così tanta inumana cattiveria».

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