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"Rinuncio a ricorrere al Consiglio di Stato"

"Rinuncio a ricorrere al Consiglio di Stato"

All'indomani della conclusione delle operazioni di verificazione in Prefettura il leader de La Svolta Massimiliano Grasso annuncia di voler sospendere qui l'iter giudiziario relativo alle ultime amministrative

CIVITAVECCHIA – “Non andrò avanti al Consiglio di Stato o con motivi aggiunti per “liberare” anche Civitavecchia da questa situazione”. Lo ha dichiarato il capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso all’indomani della conclusione delle operazioni di verificazione in Prefettura. “Facciamo gli auguri al Sindaco per iniziare ad amministrare la città, perché – ha aggiunto – quanto fatto vedere finora è veramente poco”. In sostanza all’esito del riconteggio, Grasso avrebbe recuperato una trentina di voti rispetto all’attuale sindaco Cozzolino; non sufficienti rispetto ai 45 necessari. Se si andasse al Consiglio di Stato i tempi si allungherebbero di molto e non è questa la strada che La Svolta intende percorrere. Recuperato poi un seggio per la coalizione, con Sandro De Paolis (Ncd) che sarebbe pronto a subentrare al quinto consigliere della coalizione Tidei, Marco Di Gennaro. Ovviamente tutti i calcoli andranno verificati dal Tar, con l’udienza fissata per il 13 maggio prossimo. “La Prefettura – ha aggiunto Grasso – ha più volte specificato di non poter procedere ad un nuovo scrutinio ma ad una fotografia della situazione creatasi, ma possiamo dire che, come prima conferma di quanto già si evinceva dal verbale dell’ufficio elettorale centrale presieduto dal giudice Abrusci, ha fatto emergere una situazione che, soprattutto per quanto riguarda le liste, è radicalmente diversa da quella utilizzata per la proclamazione degli eletti. Il consiglio comunale è stato poi proclamato, come già sapevamo, senza la sezione 16 per la quale si è proceduto ex novo allo scrutinio”. Per quanto riguarda le preferenze dei sindaci, la Svolta ha contestato oltre 30 voti, tra cui un voto di cui non è stata rinvenuta la scheda. “A conferma della situazione caotica c’è da dire – ha sottolineato Grasso – che in una sezione, la numero 2, è stata rinvenuta una scheda in più rispetto ai votanti: da verbale 582 aventi diritto e rinvenute 583 schede. Un fatto che ha una sua gravità intrinseca: una scheda in più, per chi si intende di elezioni, potenzialmente vale n° voti”. E Grasso ha ricordato come si siano verificate soltanto una decina di sezioni. “Se questi risulti venissero proiettati sulle 53 sezioni – ha evidenziato – chissà cosa ne uscirebbe. Ma allungare i tempi non farebbe bene ad una città che ha tanti problemi da risolvere. Le speranze di una rinascita e di un cambiamento espresse con il voto contro Tidei al ballottaggio sembrano ormai tramontate: magari, senza questa spada di Damocle del ricorso, qualcuno la smetterà di guardare indietro e si concentrerà sul presente e sul futuro. Noi, da parte nostra, anche con il possibile ingresso in Consiglio di Sandro De Paolis, porteremo avanti la nostra idea di politica, con un’opposizione costruttiva, fornendo anche contributi per risolvere i problemi”. È stato proprio De Paolis a parlare di atto di coraggio da parte di Grasso e di responsabilità. Entrando nel merito del proprio ricorso ha poi evidenziato come “quanto ipotizzato si sia verificato in pieno. C’è un gap di oltre cento voti – ha aggiunto – tra la nostra coalizione e quella di Tidei. A conti fatti, in base ai verbali della Prefettura, abbiamo quattro punti in più che fanno scattare il terzo seggio in Consiglio, il mio appunto, al posto di Marco Di Gennaro. Chissà che il Tar, poi, considerata la fotografia uscita fuori dal riconteggio, non voglia procedere d’ufficio proseguendo nelle verifiche”. Una decisione “sofferta” l’ha definita l’altro consigliere della Svolta, Daniele Perello, riferendosi a quanto espresso da Grasso, “ma oggi – ha spiegato – occorre dare risposte e soluzioni alla città, portando idee, proposte e progetti. Da qui oggi si riparte”.

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