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Neonata morta dopo la nascita: nuova udienza

Neonata morta dopo la nascita: nuova udienza

Torna in aula presso il tribunale di Civitavecchia la vicenda risalente a giugno 2012. Per i genitori, Fabiola e Marco, la piccola si poteva salvare

TARQUINIA – Torna in aula, presso il tribunale di Civitavecchia, la vicenda della neonata morta poche ore dopo il parto. Una vicenda risalente al 30 giugno del 2012 e avvenuta presso l’ospedale di Tarquinia e che vede coinvolti per omicidio colposo due ginecologi e due ostetriche, presenti al momento del parto. Secondo l’accusa, se si fosse intervenuti per tempo, si sarebbe potuto provare a salvare la neonata. La mamma, Fabiola, all’epoca dei fatti 41enne, si era recata di sera in ospedale per partorire, dopo aver portato avanti una gravidanza che risultava essere serena e  senza rischi. Al momento del parto, però, dopo un lungo travaglio, i medici ricorsero al cesareo e la piccola venne tirata fuori con il ricorso di una ventosa. La bimba però, secondo quanto emerso, non respirava e non piangeva. I medici dissero che non reagiva bene all’adrenalina e che c’erano dei problemi. Tutto sembra essere stato inutile, compresa la telefonata alla Cicogna del Bambin Gesù in vista di un trasferimento urgente, poi non avvenuto in quanto rischioso. Fabiola, intorno alle 23, mise alla luce Viola, poi morta alle 5,30 del mattino. La coppia, di Vetralla, ha chiesto di fare chiarezza sulla morte della bimba e la Procura di Civitavecchia, pm Lorenzo Del Giudice, ha aperto un’inchiesta. Fabiola e Marco, per mano dei loro avvocati Paolo Delle Monache e Claudia Polacchi, sostengono che la piccola avrebbe potuto farcela se qualcuno si fosse accorto di una anomalia del cordone ombelicale che avrebbe causato alla bambina una emorragia polmonare dovuta all’asfissia. A fine gennaio la coppia è stata ascoltata dal giudice di fronte al quale ha ripercorso i fatti. Da parte loro i medici hanno sempre sostenuto di aver fatto il possibile.

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