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"Confisca dei loculi come extrema ratio"

"Confisca dei loculi come extrema ratio"

Lo ha confermato il Sindaco intervenendo in diretta radio, incalzato dal consigliere Grasso. Sui cimiteri ha assicurato il lavoro costante dell’assessore Pantanelli e del dirigente Carugno. Sepolte a terra alcune salme che erano in attesa da tempo. Allo studio un project per nuove tombe

CIVITAVECCHIA – La confisca dei loculi? Un’ipotesi che il sindaco Antonio Cozzolino non vuole prendere in considerazione, se non in extrema ratio. Lo ha sottolineato intervenendo telefonicamente in una webradio locale, incalzato tra l’altro dal consigliere di opposizione Massimiliano Grasso, approfondendo la questione dei cimiteri. E questo alla luce del recente blitz dei carabinieri che, insieme ai Nas, Asl ed ispettorato del lavoro, hanno effettuato dei sopralluoghi sia a via Braccianese Claudia che in via Aurelia nord. Il sindaco Cozzolino ha ricordato quella che ormai è una premessa utilizzata in ogni contesto: e cioè che l’attuale amministrazione ha ereditato una situazione difficile anche per i cimiteri, «gestiti negli anni – ha sottolineato – in modo spannometrico». Con il capogruppo della Svolta che ha però ribadito la necessità di guardare avanti e trovare soluzioni per affrontare il problema. Ed il primo cittadino ha assicurato che l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Pantanelli ed il dirigente Pierluigi Carugno stanno lavorando soltanto su questo aspetto, cercando di tamponare l’emergenza per poi programmare una serie di interventi. Perché l’emergenza c’è, e riguarda sia le sepolture a terra i loculi in esaurimento. Per quanto riguarda il primo aspetto a quanto pare, almeno per il cimitero nuovo, qualcosa si è mosso in questi giorni; delle sette bare in attesa di sepoltura ne sarebbero rimaste tre con l’amministrazione che conta di sistemare il tutto entro la settimana. Ma per i loculi? «All’atto pratico – ha spiegato – i cittadini li ‘‘prenotano’’. Oggi la disponibilità di loculi non prenotati non è altissima ma in totale, di vuoti, ce ne sono parecchi. Se ci sarà l’effettiva necessità bisognerà prendere in considerazione anche quelli vuoti. E se si presenterà un problema di carattere sanitario procederemo a requisirli, ma non vorrei arrivare a questo. Stiamo lavorando per la realizzazione di nuovi: probabilmente andremo ad un project financing, diverso da quello precedente. L’attenzione è massima». Ma i tempi stringono, perché anche per il project, da inserire nel piano triennale delle opere di cui ancora non si è mai praticamente discusso, di tempo ne occorre. Tra iter burocratico e realizzazione potrebbe passare anche un anno.

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