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«Rifiuti in mare da ex discarica tombata»

«Rifiuti in mare da ex discarica tombata»

Allarme inquinamento da parte di Luca Astori, presidente del Nucleo operativo tutela ambiente dei Rangers d’Italia e delegato all’Ambiente. Il sito era utilizzato dai Comuni di Tolfa e Santa Marinella. Diffidato il paese collinare a porre rimedio 

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – Un presunto danno ambientale senza precedenti, una vera e propria ‘‘bomba ecologica’’ che per anni avrebbe riversato in mare quintali di liquami e rifiuti. Si tratta di una ex discarica utilizzata sia dal Comune di Tolfa che da quello di Santa Marinella per conferire i rifiuti negli anni dal 1950 al 1980, poi ‘‘tombata’’ e rimasta ferma per decenni. Con le forti piogge, però, l’ammasso di rifiuti che erano stati depositati nel letto di Rio Fiume a circa 2,5 Km a monte della costa santamarinellese in pieno territorio tolfetano, sarebbe stato scardinato ed avrebbe trascinato in mare percolato, agenti inquinanti organici e inorganici e ogni tipo di rifiuto presente nelle buste di plastica che giacevano da anni sul fondo del torrente. Questo è quanto emerge da una relazione fatta dal presidente regionale del Nucleo Operativo Tutela Ambiente dei Rangers D’Italia, nonché delegato all’Ambiente del Comune di Santa Marinella Luca Astori, a seguito di un sopralluogo fatto dalla sua associazione il 19 settembre del 2011. In quella data, infatti, il gruppo ambientalista, nel corso dei normali controlli effettuati sul territorio comunale ed in particolare in una perlustrazione del tratto del fosso Rio Fiume in località Piane di S. Lorenzo, si trovava davanti una scena apocalittica, con migliaia di sacchetti di plastica sparsi in un raggio di centinaia di metri impigliati tra gli alberi e sulla vegetazione, l’acqua inquinata dal percolato prodotto dai rifiuti giacenti sotto terra per trent’anni.
«E’ evidente come le piene abbiano eroso gli argini portando alla luce enormi quantità di rifiuti, i quali vengono poi trasportati dall’acqua fino ad arrivare a mare nel vicinissimo tratto di costa, nel comune di Santa Marinella – si legge nella relazione inviata al sindaco di Tolfa – sulla parete dell’argine destro si possono notare gli strati di rifiuti che, in alcuni tratti, raggiungono lo spessore di alcuni metri, rendendo chiaramente l’idea del danno ambientale. La poca compattezza dei rifiuti, le temperature e la completa assenza di impermeabilizzazione, sia sullo strato superiore che sul fondo della discarica, lasciano ipotizzare anche la presenza del pericoloso percolato, indicato anche dalla presenza sul letto del fiume di acque scure e melmose e cattivo odore. Nella valutazione del problema si chiede di tener conto che, oltre alla contaminazione dell’area interessata (ricadente all’interno di una Zps) e del corso d’acqua, gli agenti inquinanti organici e inorganici vengono trasportati dalla corrente fino al mare, ampliando cosi le dimensioni del danno ambientale». Nella relazione, i firmatari chiedono al sindaco di Tolfa di commissionare al più presto, tramite gli enti preposti, una valutazione del livello di contaminazione del sito, del corso d’acqua e del tratto di costa interessato e di assumere tutte le misure necessarie alla salvaguardia dell’ambiente. Nel 2000 il Comune di Tolfa aveva chiesto un finanziamento di 170mila euro per la bonifica della discarica attraverso una gara di appalto. All’aggiudicazione della gara, però, una delle ditte escluse fece ricorso e tutto si fermò. “Sono passati quattro anni da quel lontano 2011 quando facemmo il sopralluogo inviando la segnalazione al Comune di Tolfa – dice Astori – ma tutto è rimasto come prima. Noi però non potevamo stare in silenzio ed è per questo che abbiamo protocollato ai Comuni di Santa Marinella e di Tolfa in data 15 febbraio una relazione fotografica della situazione attuale sperando che si ponga fine a questo disastro ambientale». 

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