Pubblicato il

«La Casa del parto non è sicura»

«La Casa del parto non è sicura»

TARQUINIA. Il consigliere regionale Silvia Blasi (M5S) ha chiesto la copia del verbale  della riunione di martedì. La grillina parla di «progetto insano». «Nessun ginecologo consiglierebbe alla propria paziente di partorire in una struttura simile». Perplesso anche Sabatini (Ncd) che ha annunciato ricorso all’autorità giudiziaria

TARQUINIA – La sicurezza per i cittadini di Tarquinia non fa rima solo con i Vigili del fuoco. In primo piano in questo periodo nella città etrusca c’è infatti anche la dibattuta questione relativa alla chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Tarquinia. Il reparto, come già annunciato, sarà trasferito alla Asl di Civitavecchia. A fronte di una posizione del sindaco Mauro Mazzola schieratosi a favore della realizzazione nel presidio cittadino della sola ‘‘Casa del parto’’, c’è chi continua a ritenere il nuovo piano sanitario «un progetto scellerato». Tra questi il consigliere regionale del Movimento Cinque stelle, Silvia Blasi, che ha chiesto formalmente la copia del verbale della riunione del 10 marzo tenutasi alla Asl di Viterbo sulla ‘‘Casa del parto’’ di Tarquinia, «per capire nel dettaglio – dice la grillina – come si intende andare avanti con questo progetto insano». «Sembra che si proceda in maniera inarrestabile per tenere in piedi una struttura nell’ospedale di Tarquinia senza i requisiti di sicurezza, forse per compiacere qualche appetito politico», incalza Silvia Blasi. «Nessun ginecologo consiglierebbe alla propria paziente di andare a partorire in una struttura simile. Si spenderanno molti soldi pubblici per ristrutturare un reparto dove andranno a partorire forse 20 donne all’anno – aggiunge la Blasi – Perché non si usano quei fondi per finanziare il parto in analgesia? Un’opzione di civiltà e rispetto della donna, che è realtà in provincia di Grosseto e a Roma. Come al solito in provincia si rimane indietro per scelte politiche per niente lungimiranti e si spingono i cittadini al pendolarismo sanitario». A puntare il dito contro questo progetto anche Daniele Sabatini (Ncd) che proprio ieri è intervenuto nell’ambito della lunga audizione svoltasi alla Pisana da parte del Commissario della Asl viterbese Luigi Macchitella di fronte alla Commissione Politiche sociali e salute del consiglio regionale del Lazio, presieduta da Rodolfo Lena (Pd). Nel corso della seduta, il direttore amministrativo, Daniela Donetti, ha informato i consiglieri sui punti salienti del piano strategico 2014-2016 dell’azienda sanitaria. Sabatini ha chiesto chiarimenti sul ‘‘percorso nascita’’, in particolare per la distanza tra Tarquinia e Civitavecchia, manifestando forti perplessità e annunciando anche il ricorso all’autorità giudiziaria amministrativa e penale, in particolare su declassamenti, divisioni e creazioni di Uoc e sulle loro motivazioni. In sostanza, secondo il piano, i distretti della Asl di Viterbo scenderanno da cinque a tre, mentre le unità operative complesse (Uoc), individuate secondo gli indirizzi commissariali dal nuovo atto aziendale, saranno 63. Tre saranno cedute alla Regione, portando il numero complessivo di Uoc a 60. «Tre unità operative complesse, stando ai principali snodi organizzativi descritti da Macchitella, – si legge in una nota – saranno attive fino al pensionamento dei rispettivi primari. La Uoc Rianimazione dell’ospedale di Belcolle sarà così accorpata ad Anestesia entro il 2017. Medicina legale resterà, ma perderà la natura di Uoc entro lo stesso anno. Sempre ad esaurimento, per fine 2018, pure la Uoc di Malattie infettive, destinata all’accorpamento con quella per l’Aids. La Asl viterbese è inoltre impegnata nella realizzazione del dipartimento interaziendale di Medicina penitenziaria di cui è capofila la Asl Rm/B, per cui la Uoc Medicina protetta, vale a dire quella carceraria, sarà attribuita a livello regionale. Stessa sorte per il Centro di riferimento regionale dell’amianto». E ancora. «La rete dei laboratori aveva tre unità operative complesse e rimarrà con una soltanto, quella di Radiologia si avvarrà di innovative soluzioni di teleradiologia». Illustrati, sempre da Macchitella, oltre il ‘percorso nascita’ con la Casa del parto a Tarquinia, anche «il rilancio dei consultori, servizi di screening che potrebbero essere di attrattiva per le regioni confinanti (riequilibrando così il bilancio delle spese per le cure dei residenti fuori Asl), la rete diabetologica, quelle per le broncopneumopatie, ictus e l’integrata territorio ospedale accreditati (Ritha). Il numero delle unità operative semplici dipartimentali sarà di 34». Apprezzata dal consigliere Davide Barillari (M5s) l’attenzione che l’atto aziendale riserva a partecipazione (11 tavoli con 88 associazioni di volontariato), emergenza arsenico, incremento del personale, misure per affrontare le cronicità, contabilità analitica e valori etici. Assenti, invece secondo Barillari, riferimenti più specifici sulle attività intra moenia, su telemedicina e sul ruolo di Belcolle rispetto agli altri presidi, soprattutto non essendo Dea di 2° livello. Una funzione che è stato reclamata da Enrico Panunzi (Pd) per l’area Nord del Lazio, ad oggi costretta a gravitare sul Gemelli. Per Panunzi le politiche per la salute dovrebbero prestare una maggiore attenzione ai territori, piuttosto che conteggiare le Uoc, in una logica di riequilibrio con la Capitale, lasciando da parte la logica dei dati storici che penalizzano chi già è in difficoltà. Riccardo Valentini (Pd), dopo aver riepilogato le peculiarietà del territorio, ha sottolineato tra gli elementi positivi le iniziative per la partecipazione e la rete diabetologica. Punti di miglioramento da perseguire, a suo avviso, il rafforzamento della stroke unit per l’ictus e il completamento dell’ospedale di Belcolle. Ha chiesto inoltre quali garanzie ci sono con il trasferimento di ematologia a Montefiascone. Fabrizio Santori (Gruppo misto) ha evidenziato la fragilità della gestione del rischio e ottenuto una serie di chiarimenti sul numero dei consulenti, tasso di assenze, spese per gli affitti e trasparenza. Santori ha parlato pure di una presa di posizione del Consiglio provinciale di Viterbo sulla cancellazione della Terapia sub intensiva all’ospedale di Civita Castellana. Macchitella ha risposto che per quella post operatoria è stata data attuazione al decreto 80. Il vicepresidente della commissione Politiche sociali e Salute, Antonello Aurigemma (Pdl Forza Italia), ha criticato il percorso di elaborazione dell’atto aziendale, sottoposto più volte a osservazioni da parte del comitato tecnico regionale e adeguato ad esse dalla Asl, ma che risulterebbe presentato agli organismi obbligatori solo all’inizio del suo iter e non nella versione definitiva. Devid Porrello (M5s) ha evidenziato come il Viterbese sia penalizzato per numero di posti letto complessivi. 
Ale.Ro.

ULTIME NEWS