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Il Tar frena sulla riorganizzazione ospedaliera

Il Tar frena sulla riorganizzazione ospedaliera

Il Tribunale amministrativo ha annullato, previa sospensione dell'efficacia, i decreti del commissario ad acta della Regione. Soddisfatti i sindaci dell'area braccianese. Porrello (M5S): "Si sospenda l'approvazione degli atti aziendali"

ROMA – Giustizia è fatta, almeno per il momento. L’atto aziendale partorito dal manager della Asl Roma F, Giuseppe Quintavalle, quello che in cambio di un vero reparto di Oncologia e circa settanta posti letto in più per l’ospedale San Paolo potrebbe decretare la morte della Radiologia, a causa della decisione di creare un sub reparto dentro il nosocomio cittadino in cui inserire la risonanza magentica scorporandola dal suo contesto naturale, per il momento è stato bocciato dal Tar del Lazio. Il Tribunale amministrativo regionale, con ordinanza n.01187/2015,  ha concesso la sospensiva accogliendo le richieste dei comuni legati all’ospedale di Bracciano, i quali si sono schierati apertamente contro il depotenziamento del loro nosocomio. Lo ha fatto, tuttavia, partendo sì da quanto decretato dalla Asl Roma F guidata da Giuseppe Quintavalle col supporto dei direttori Lauro Sciannamea e Francesca Milito, ma esprimendosi sull’intera rete ospedaliera del Lazio, la cui revisione sarebbe stata targata Nicola Zingaretti. Il Tar per il momento ha annullato tutti i decreti del commissario ad acta della Regione Lazio, rimettendo in discussione tutto. Il merito sarà trattato il 21 luglio e si resta in attesa di conoscere le motivazioni della decisione presa dal Tribunale.  Adesso anche la Radiologia di Civitavecchia prende fiato, strozzata fino ad ora da un atto aziendale che, con il posizionamento della risonanza fuori dal reparto, è stata quasi privata delle sue funzioni vitali. Soddisfatto il sindaco di Manziana «Questa ordinanza del Tar è solo un primo passo – ha spiegato soddisfatto il sindaco di Manziana Bruno Bruni – ma è di fondamentale importanza per continuare nell’azione di difesa dell’ospedale Padre Pio di Bracciano e conseguentemente della salute e cura di tutti i cittadini del comprensorio». Incisivo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Devid Porrello: «Con l’ordinanza del Tar che annulla i decreti del commissario ad acta della Regione Lazio riguardanti la riorganizzazione della rete ospedaliera – ha commentato il consigliere regionale del M5S Devid Porrello – questa amministrazione prende un’altra sberla. Non so quanto Zingaretti e la sua Giunta possano continuare a governare con una giustizia che, nell’interesse della cosa pubblica, annulla le nomine e i decreti su cui si è basata la propaganda zingarettiana. Dopo la sospensiva del Tar la Regione deve sospendere l’approvazione degli atti aziendali delle Asl, perché basati anche sulla riorganizzazione della rete ospedaliera». Per il momento tutto è fermo e i vertici della Asl Roma F avranno tutto il tempo di rivedere l’atto aziendale, iniziando da un confronto con  i medici che  fino a questo momento non c’è stato. Il primario di Radiologia, ad esempio, ha appreso dello scorporo della risonanza solo a cose praticamente fatte. Chi ben sapeva tutto e ha in qualche modo appoggiato l’atto è il medico-consigliere del Movimento 5 Stelle, Fulvio Floccari, che in nome di un vero reparto di Oncologia di cui la città ha bisogno, ha posizionato sui suoi occhi e su quelli del sindaco due abbondanti fette di prosciutto.

 

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