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Le acque termali tra leggende e curiosità – 2

La Provincia misteriosa

La Provincia misteriosa

di CARLO CANNA

CIVITAVECCHIA – PERSONAGGI ILLUSTRI, PRODIGI E ANIMALI – Nella storia delle terme di Civitavecchia vi sono delle vicende, talvolta assai curiose, che vedono protagonisti imperatori, pontefici, santi ed eroi…Dalle fonti storiche possiamo facilmente dedurre che nelle acque termali di Centumcellae siano venuti a bagnarsi frequentemente gli imperatori Traiano, Adriano, Marco Aurelio e Commodo, che appena dodicenne, irritato dalla temperatura dell’acqua troppo tiepida, ordinò che il responsabile delle terme fosse gettato vivo nella fornace, cosa che in seguito non avvenne grazie all’intervento del precettore del giovane principe che lo ingannò bruciando una pelle di montone. Questo episodio sulla vita di Commodo (Lanuvium,31agosto161-Roma,31dicembre192), riportato nella Historia Augusti e attribuito allo scrittore latino Aelius Lampridius, ben descrive la personalità crudele del giovinetto destinato a diventare il folle imperatore, che paragonandosi ad Ercole, amava farsi ritrarre nelle vesti dell’eroe più popolare di tutta la mitologia classica, con la testa del leone di Nemea come elmo, mentre nelle mani tiene la clava e i pomi delle Esperidi. All’epoca dell’Impero Romano sappiamo che venivano perseguitati i seguaci di una nuova religione, il Cristianesimo; tra questi vi era S. Flaviano che tra il 361 e il 363 d.C., sotto la restaurazione pagana di Giuliano l’Apostata, viene esiliato e muore ad Acquae Tauri. Tra gli eventi prodigiosi è doveroso ricordare nuovamente il miracolo narrato da S. Gregorio Magno (Roma,540 circa – ivi,12 marzo 604) nei suoi Dialoghi che può essere letto anche come una metafora sul ruolo delle preghiere dei viventi per aiutare le anime “vaganti” del Purgatorio a salire in cielo. Nella storia più recente sulle terme di Civitavecchia sappiamo che le proprietà salutari delle acque vennero largamente apprezzate da pazienti illustri come Papa Pio IX (Senigallia,13maggio1792-Roma,7 febbraio 1878) che alla veneranda età di 83 anni, tutte le mattine, attraverso la linea ferroviaria, si faceva trasportare da Civitavecchia a Roma il rinomato liquido all’interno di una vasca fatta costruire appositamente per adempiere a tale funzione. L’artista di fama internazionale Luigi Calamatta (Civitavecchia, giugno1801-Milano, febbraio1869) soffriva di artrosi e reumatismi a cui poneva rimedio con cure idropatiche effettuate durante i suoi frequenti soggiorni in vari centri termali in Italia come i Bagni di Tivoli, le Terme Reali di Acqui, le Terme di Vicarello e le Terme di Regoledo. Tuttavia, secondo la storica Maria Grazia Verzani, autrice di una monografia dedicata al celebre artista civitavecchiese, è improbabile che il Calamatta nelle sue rare venute a Civitavecchia abbia potuto sperimentare gli effetti salutari delle acque – cosa di cui peraltro non vi è alcuna traccia nelle lettere scritte dall’artista e nei documenti degli storici locali – abituato a frequentare strutture termali all’epoca ben più agibili e confortevoli.  Diverso è invece il caso dell’eroe del Risorgimento italiano Giuseppe Garibaldi (Nizza,4luglio1807-Caprera,2giugno1882) – ben descritto nel saggio “Garibaldi a Civitavecchia” dello storico Carlo De Paolis – di cui sappiamo con certezza, che venne nella città portuale più di una volta per curarsi con l’acqua termale che si faceva portare direttamente nella villa di Luigi Lucchesi dove alloggiava come ospite. Il Generale infatti in età avanzata soffriva di una fastidiosa artrite che lo costringeva ad una semi autonomia nei movimenti ma grazie ai benefici effetti dei bagni con l’acqua sulfurea la sua salute migliorò a tal punto da consentirgli di riuscire a salire autonomamente le scale e – stando alle sue parole – di riconquistare così ”l’antico fulgore” dello sguardo e la “serena vivacità” dello spirito (2. continua).

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