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"Più che ottimismo, c’è incoscienza"

"Più che ottimismo, c’è incoscienza"

HCS. Sindacati duri all’indomani del consiglio comunale che ha approvato una delibera di indirizzo nonostante i tempi stretti. Attesa per l’incontro di mercoledì. Nunzi (Cgil Fp): «Non sappiamo di cosa andremo a parlare». La Fiadel Cisal: «Non esiste alcun piano di salvataggio». Il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso: «Si parla ancora di linee guida». E sottolinea i problemi legati alla cessione del quinto dello stipendio

CIVITAVECCHIA – Un’unica certezza è scaturita dal dibattito su Hcs in consiglio comunale: e cioè quella che si arriva al 31 marzo con troppa incertezza e tanti dubbi. Innanzitutto cosa sarà presentato? I piani industriali o le linee guida? La cosa è assai diversa, e comunque entrambi sono ancora sconosciuti ai sindacati, alla minoranza del consiglio, ai lavoratori e alla città. Ma come sottolineato dal consigliere del M5S Emanuele La Rosa, forse in qualche cassetto questi piani ci sono. «Mi sembra una presa in giro – ha commentato amaramente il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso – siamo a ridosso del 31 marzo e ancora si parla di linee guida. Mi sembra che il destino di queste società sia segnato ormai, se queste sono le premesse e se questi sono i salvatori: basti pensare ad un assessore, come Savignani, che mi parla di età pensionabile a 70 anni». E intanto è stato proprio il consigliere Grasso a sottolineare come ci siano problemi con la cessione del quinto dello stipendio; a quanto pare, infatti, da qualche mese si operano le ritenute senza versarle alle finanziarie. Stesso copione si starebbe ripetendo anche per le quote sindacali o ritenute Inps. Dito puntato anche da parte dei sindacati. «Il 25 marzo si convocano le parti sociali, il 31 marzo deve essere prodotto il piano industriale di risanamento – ha ricordato Diego Nunzi della Cgil Fp – e ancora non è dato sapere di cosa si parlerà il 25: più che ottimismo, sembra incoscienza da parte dell’amministrazione che si dice convinta che i sindacati concorderanno tutti sulla loro proposta: senza aver discusso ancora di nulla appare difficile capire su cosa dovrebbe basarsi la convergenza auspicata. Ci chiediamo perché abbiamo proclamato lo stato di agitazione, quindi. Noi rimaniamo in attesa di risposte chiare». Il segretario della Cgil Cesare Caiazza, apprezzando la volontà della giunta di voler mantenere il carattere pubblico dei servizi e salvaguardare l’occupazione in essere, spera che mercoledì venga presentato un piano industriale dettagliato, «sul quale – ha spiegato – dare tempo ai sindacati di aprire un confronto costruttivo. In assenza di questo necessario ed indispensabile percorso, l’agitazione già promossa dai sindacati di categoria di Città Pulita e Hcs finirebbe inevitabilmente per estendersi in tutte le società partecipate dal Comune, assumendo dimensione e carattere confederale». Dura la Fiadel Cisal. «Abbiamo ormai constatato che non esiste nessun piano per il salvataggio delle sot – ha commentato il coordinatore provinciale Giacomo Meschini – con la delibera, in poche parole, si dice che dopo aver studiato, si dà mandato a liquidatori e amministratori delle società di studiare un piano di razionalizzazione delle società del Comune e fare una relazione: i lavoratori attendevano soluzioni definitive, decisioni forti. E la situazione si aggrava costantemente. Da questo quadro poco edificante non possiamo che constatare il fallimento della politica rappresentata da un’amministrazione pentastellata allo sbando che delega ad altri il lavoro che invece deve fare la politica con l’aiuto degli esperti».

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