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«Autostrada tirrenica, Mazzola dica la verità»

Tarquinia. Il consigliere comunale d'opposizione torna a chiedere la convocazione del consiglio comunale. «Dopo l’approvazione, l’ufficio per la tutela del cittadino è stato chiuso»

Tarquinia. Il consigliere comunale d'opposizione torna a chiedere la convocazione del consiglio comunale. «Dopo l’approvazione, l’ufficio per la tutela del cittadino è stato chiuso»

TARQUINIA – Il consiglio comunale aperto sull’autostrada tirrenica ancora una chimera. Prende la parola il consigliere d’opposizione Pietro Serafini, del gruppo Terzo Polo. «Sono trascorsi circa 14 mesi – ricorda Serafini – dalla richiesta di sei consiglieri di minoranza per un consiglio comunale straordinario che trattasse l’argomento dell’autostrada e della Sat, eppure ad oggi né il nostro sindaco né la sua solerte amministrazione hanno ancora calendarizzato l’assise, in barba agli interessi dei cittadini che a causa della realizzazione dell’infrastruttura stanno vivendo non pochi disagi». «Come già anticipato da Mazzola – continua Serafini – è vero che nel quinquennio 2007/2012 sia io che il mio partito ci siamo espressi favorevolmente in merito all’approvazione del tracciato autostradale, ma probabilmente il caro Sindaco dimentica che il nostro parere favorevole era stato espresso a condizione che la Sat realizzasse circa 40 chilometri di strade complanari adeguate nel territorio comunale e carreggiate di 9 metri per le strade provinciali, uno ‘‘scatolato’’ che accompagnasse il tracciato nei pressi delle abitazioni adiacenti all’autostrada e che prevedesse inoltre la realizzazione di un ponte in prossimità degli svincoli di località Farnesiana e l’esenzione del pedaggio per tutti i residenti del nostro Comune». «Per realizzare le nuove complanari – afferma ancora il consigliere del Terzo Polo – era stato predisposto un ufficio interno al Comune con lo scopo finale di tutelare i nostri cittadini negli espropri, prevedendo un’indennizzo maggiore di quello corrisposto dalla Sat dopo l’approvazione. Invece una volta  raggiunta l’approvazione, le richieste allegate alla delibera sono state insabbiate, l’ufficio per la tutela dei cittadini è stato chiuso ed il progetto è finito disperso nei cassetti della segreteria del Sindaco: questo devono sapere i nostri concittadini, questo è il modus operandi del futuro presidente della Provincia di Viterbo». «Ricordo inoltre al Sindaco che l’alleanza politica con il nostro partito si è conclusa nel momento in cui il suo atteggiamento è diventato dannoso per i cittadini e permissivo con la Sat – prosegue Serafini – alla quale ha concesso la modifica del progetto originale escludendo il ponte sul Mignone e permettendo la riduzione delle carreggiate per le complanari e le strade provinciali. Le modifiche apportate dalla Sat sono rimaste gelosamente custodite nel suo cassetto, evitando qualsiasi confronto sia con l’opposizione che con i cittadini e con le parti sociali ed ambientali, senza nessun passaggio al consiglio comunale, per questo che ci siamo rivolti al prefetto, proprio perché Mazzola non ha nessuna intenzione di dare ascolto ad un nostro diritto, non convocando dopo quasi 2 anni un consiglio che avrebbe dovuto convocare entro 30 giorni dalla nostra richiesta». «A Mazzola – conclude Serafini – auguro una buona campagna elettorale per la sua corsa alla Provincia,  ma sappiamo già che i cittadini della Tuscia non saranno fortunati come lui».

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