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CuoreEfollia, un approccio terapeutico per affrontare l’inclusione sociale dei pazienti

LADISPOLI. Un progetto della Asl RmF finanziato dalla Fondazione Cariciv

LADISPOLI. Un progetto della Asl RmF finanziato dalla Fondazione Cariciv

LADISPOLI – È stata presentata ieri mattina la nuova iniziativa del Centro Diurno del Distretto F2 (CD F2) ‘‘Pegasus Deimondipossibili’’. L’evento si inquadra all’interno del progetto ‘‘IllusioniOttime’’ della ASL RM F, finanziato dalla Fondazione CA.RI.CIV. di Civitavecchia e patrocinato dal Comune di Ladispoli. Presenti, oltre al sindaco Crescenzo Paliotta, il direttore dell’Asl Giuseppe Quintavalle, il dottor Alberto Poerio, psicologo Responsabile del CD F2, le classi dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri ‘‘Giuseppe Di Vittorio’’ e del Liceo ‘‘Sandro Pertini’’ e gli operatori addetti ai lavori della Salute Mentale e del disagio psicosociale in generale. Grande successo di pubblico ha riscosso la presentazione ufficiale del materiale divulgativo docu-fiction CuoreEFollia, il cd musicale CuoreEFollia e i video clip relativi, con i giovani protagonisti della storia che commentavano tale esperienza dove la musica aveva il potere ‘‘di tirare fuori loro tutta la carica emotiva negativa di cui erano capaci e farli caricare di energie positive’’. Questa manifestazione è parte integrante dell’approccio con il paziente con disagio psichiatrico che si è sviluppato negli ultimi 30 anni, quando entrò in vigore la legge 180 del 1978, conosciuta come ‘‘Legge Basaglia’’, che abbatteva le strutture manicomiali, combatteva l’isolamento e la stigmatizzazione pur non trascurando l’urgenza e la serietà della patologia, mentre il bisogno di cura, tuttavia, favoriva l’apertura al mondo di coloro che sono più sensibili. Questo cambiamento legislativo ha favorito nel corso dei decenni lo sviluppo di una nuova concezione di terapia e cura che non sono soltanto farmacologiche, pur non trascurandone l’importanza e l’efficacia, ma che possono essere affiancate da modalità terapeutiche che affrontano anche altre problematiche che possono compromettere il decorso del disagio psichiatrico, quali l’emarginazione sociale, i pregiudizi. È per questi motivi che oggigiorno si avviano percorsi riabilitativi che mirano a favorire la prevenzione dell’isolamento e, di conseguenza, l’inclusione sociale dei pazienti. Da qui l’esigenza di coinvolgere tutti: pazienti, famiglie e società. Quella di ieri si proponeva infatti di offrire un’opportunità di collaborazione didattica, esperienziale e clinica. Perché anche i giovani(in questo caso studenti) debbano sapere, debbano conoscere certe realtà e non guardare con sospetto e paura ma nei limiti del possibile dare una mano per andare incontro a chi ha problemi ed è meno fortunato.

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