Pubblicato il

Luciano Pranzetti accusa il Pd di speculare sulla vicenda

«Il capannone permette alle associazioni di svolgere un compito a favore della città»

«Il capannone permette alle associazioni di svolgere un compito a favore della città»

S. MARINELLA – Sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il sindaco Bacheca, raggiunto da un avviso di garanzia per aver permesso i lavori di ristrutturazione del capannone del quartiere Combattenti, sede delle associazioni di volontariato della Protezione civile, interviene il professor Luciano Pranzetti, scrittore e storico, che taccia coloro che hanno speculato sulla vicenda di non aver capito il senso del gesto del primo cittadino. «I responsabili del Pd che hanno dato fuoco alle polveri della polemica, non realizzano che tutta la scena, che non presenta per niente affatto la connotazione di interesse privato in atti di ufficio, rischia di smontare un sistema, quello del volontariato, per il quale il sindaco si è reso disposto ad una deliberazione che permette alle tante e benemerite associazioni di allogarsi decentemente onde dedicarsi, con piena efficienza, per un compito di cui la cittadinanza è totalmente riconoscente –  scrive in una nota il professor Pranzetti – paragonare siffatto passaggio burocratico per un delitto urbanistico non è solo miopia politica, ma soprattutto azione autolesionista, un vero autogol. Senza tacere che, spesso, camminando sul filo del codice, un’azione giusta può diventare ingiusta, tanto che il diritto romano afferma che l’applicazione rigida, astratta e priva di duttilità della legge diventa azione sommamente ingiusta, sicché nel caso di condanna con conseguente sfratto delle predette associazioni, i cittadini, in caso di emergenze meteorologiche, sanitarie, potranno chiedere soccorso ed aiuto al Pd e ai querelanti».
«Scorgo in questa diatriba, un che di largamente ipocrita – continua lo scrittore – dacché proprio il Pd, partito di governo, tace e sorvola su numerosi casi di illeciti varî, compreso l’abusivismo edilizio dell’ex ministro Visco e il dammuso di Pantelleria, in cui sono coinvolti suoi esponenti, non solo locali, ma con un ruolo nazionale. Il metodo, questo, di ‘‘un peso e due misure’’, secondo cui taluni reati, ascritti a una parte politica non hanno peso e consistenza tale da determinare il licenziamento dei soggetti indagati, mentre quando trattasi dell’altra tutto entra nel solco della moralità più rigorosa e calvinista, alla faccia del garantismo costituzionale». (Gi.Ba.)

ULTIME NEWS