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"Finalmemte riprendono i lavori al Tempietto Bramantesco"

CIVITAVECCHIA – Il consiglio direttivo del Partito Socialista Italiano si è detto soddisfatto per il via libera alla ripresa dei lavori di restauro del Tempietto Bramantesco, all’interno del cimitero monumentale di via Aurelia Nord. E questo grazie all’ok ai fondi Prusst (i programmi intercomunali di riqualificazione urbana), una quota dei quali è stata attribuita a Civitavecchia “anche per l’azione svolta da Alvaro Balloni – hanno sottolineato dal partito – durante il suo ultimo incarico di assessore al patrimonio e all’edilizia scolastica. Nella quota è inserito lo stanziamento che permetterà appunto di eseguire un importante intervento all’interno del monumento. Ci rendiamo conto che in questa delicata fase della vita urbana le urgenze sono tante, su tutti i versanti: ma sulle problematiche inerenti ai beni artistici, monumentali, architettonici e ambientali noi avvertiamo da sempre l’esigenza di impostare un ampio dibattito che coinvolga in profondo la cittadinanza. Per quanto ci riguarda noi offriamo il nostro contributo di idee, che in considerazione della situazione cittadina, lungi dall’esprimere per intero, riduciamo all’essenziale”. In merito al Tempietto, oltre a far partire il lavoro di restauro, “si deve puntare al totale completamento del restauro, che include il recupero dell’ossario dei caduti nell‘ultimo conflitto mondiale – hanno aggiunto dal Psi – e del muro di cinta, per i quali si renderà necessario il reperimento di ulteriori fondi. Nello stesso cimitero non può più attendere il recupero dell’emiciclo, questo armonico e significativo monumento che si va progressivamente sfaldando sotto il peso dei suoi 132 anni nelle ali e nel settore centrale, che include le tombe dei “padri” della patria civitavecchiese. E in città non è assolutamente più rinviabile l’allestimento di una galleria, di un degno spazio espositivo per le opere del Calamatta, il grande e ineguagliabile incisore dell’ottocento. Qui bisogna passare finalmente dalle parole ai fatti, dagli elogi e dalle celebrazioni alla realizzazione di quanto occorre per rendere nuovamente fruibile dal pubblico, dopo un intervallo di 72 anni, una produzione artistica così tanto pregevole”.
 

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