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Sagra del carciofo: i coltivatori chiedono maggiore tutela

I produttori lamentano l’assenza di spazio e chiedono più controlli contro l’abusivismo

I produttori lamentano l’assenza di spazio e chiedono più controlli contro l’abusivismo

LADISPOLI – La 65esima edizione della Sagra del Carciofo romanesco va in archivio con un dato prima di tutto. È la sagra con il record di presenze, quella da battere nei prossimi anni, ma per migliorare vanno anche messe in risalto alcune mancanze. Il bel tempo ha giocato un ruolo fondamentale. Tanto sole e temperature rigide solamente nella serata hanno richiamato tanti visitatori soprattutto nella giornata di domenica. Venerdì e sabato le presenze sono state in gran parte ladispolane, ma nella domenica tanti turisti si sono affacciati in città. Promossa anche la nuova veste di Piazza dei sapori: la costruzione delle casette di legno che ospitavano gli stand delle Pro Loco delle varie regioni d’Italia è stata un’ottima intuizione del presidente Nardocci, anche se la piazzetta di notte risultava poco illuminata. Ha pagato anche la scelta dei tavoli alti senza panche, che ha consentito a più persone di avere un appoggio per degustare i prodotti tipici.
La Sagra inoltre ha messo una pietra miliare sulla collaborazione turistica tra i comuni. Il litorale nord di Roma ormai fa fronte comune sul settore del turismo. Rappresentati di fatto tutti i comuni della costa e del primo entroterra sabato scorso, alla firma dell’accordo che sancisce il percorso partito dal 2013, sul quale tanto si è speso il delegato al Turismo Federico Ascani. Ma non mancano le ombre, tra le quali la mancata risoluzione di problemi atavici di questa festa. I produttori di carciofi non hanno partecipato, infatti, numerosi come negli scorsi anni, e la lamentela purtroppo è sempre la stessa. Non c’è abbastanza spazio per loro e, soprattutto, non c’è tutela rispetto all’abusivismo che impera ancora durante la manifestazione. Tutto intorno alla città ha imperversato la vendita abusiva di carciofi non locali. Se da un lato controllare tutto il perimetro della città è difficile risulta però quantomeno anomalo vedere camioncini rivendere abusivamente carciofi alle intersezioni con le vie di Corso Italia, di fatto nel cuore della festa. Considerando il dispiegamento di forze dell’ordine in questi giorni, sembra paradossale che nessun agente abbia notato la presenza di certi venditori abusivi. Non basta ai produttori locali un appello fatto dal sindaco Paliotta o dal delegato Leccesi dal palco «Comprate solo carciofi di produttori locali», ma serve una tutela vera.

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