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Usi civici, Petrelli all’attacco

CIVITAVECCHIA – «La sentenza n.181/1990 emessa dal Commissario Usi civici di Roma per la “Tenuta Ferrara”, “Tenuta delle Mortelle” e “Tenuta dei XIII Quartucci”, oltre a costituire l’ennesima difficoltà per tutti gli operatori del settore edilizio, rappresenta anche un pesante fardello per i proprietari (ignari della questione) poiché interessa circa il 25-30 % del patrimonio immobiliare». Inizia così la lettera di Vittorio Petrelli, indirizzata al sindaco Cozzolino, in cui si parla di una questione sollevata nei mesi scorsi proprio dal quotidiano La Provincia. «I proprietari, se non intendono rivalersi sulle ditte costruttrici – si legge nella nota –  e comunque tale strada richiederebbe tempi biblici, saranno costretti ad un ulteriore esborso per sgravare l’immobile da questo vincolo per poterne venire in possesso, al fine di poter eseguire qualsiasi semplice operazione di compravendita, di successione o di donazione». «Vorrei ricordare che su questa vicenda ci sono precise responsabilità istituzionali di chi avrebbe dovuto provvedere ad una presa d’atto e relativa pubblicazione di quella sentenza – prosegue l’esponente di “Ripartiamo dai Cittadini” – così come aveva stabilito il Commissario. Non avendo ottemperato a quella prescrizione, i disagi si sono estesi anche ad altri utenti. A questo punto della vicenda a nulla serve individuare mancanze od omissioni anche istituzionali. Poiché sono i proprietari ad aver subito un’ingiustizia, non ci si può permettere di tassarli ulteriormente». «Vi va riconosciuto che con la Delibera di G.M. n. 91 del 10 dicembre 2014 l’Amministrazione Comunale ha preso atto di detta sentenza, rendendo pubbliche le aree gravate da qualsiasi tipo di “uso civico”. Con lo stesso atto, Vi prefiggete di attivare le prescritte procedure amministrative, di concerto con l’Associazione Agraria di Civitavecchia, sentiti gli Uffici competenti della Regione Lazio, nel rispetto delle vigenti norme in materia di “usi civici” per la sistemazione e/o regolarizzazione, tramite la liquidazione, degli usi civici, nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza». Vittorio Petrelli evidenzia come a circa quattro mesi dalla delibera, lo svincolo dei terreni coinvolti «appare una pratica complessa ed onerosa; tanto che si sono alimentate pratiche del tutto anomale rispetto all’ordinario; oggi, infatti, nessun istituto bancario concede mutui e nessun notaio registra un immobile, se non vi è una dichiarazione dell’Agraria circa l’esistenza o meno del vincolo di uso civico (che viene rilasciato al costo di 100 euro); ciò vincola qualsiasi immobile del comune». «L’impressione – prosegue –  è che si voglia trattare questo problema più come un’opportunità di business che come un obbligo di legge. Si dimentica che sono i proprietari degli immobili ad aver subito un danno, poiché sarebbe stato compito delle ditte edili risolvere la questione al momento del rilascio della concessione edilizia. Esiste poi il caso degli edifici condominiali, nei quali per liberare l’edificio da tale vincolo è necessario l’accordo dei condomini, potete comprendere quale impresa titanica». «Chiediamo, in qualità di piccoli proprietari, la realizzazione di un tavolo tecnico tra amministrazione, Agraria e tecnici di nostra rappresentanza, al fine di poter tutelare i nostri interessi e per tutelarci da qualunque speculazione».

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