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«Piazza Grande, tutto legittimo»

Il Comune di Ladispoli interviene sulla società che ha proposto la trasformazione urbanistica dell’area dell’attuale campo sportivo. «La norma non vieta di presentare progetti anche in caso di legami di parentela con amministratori»

Il Comune di Ladispoli interviene sulla società che ha proposto la trasformazione urbanistica dell’area dell’attuale campo sportivo. «La norma non vieta di presentare progetti anche in caso di legami di parentela con amministratori»

LADISPOLI – Ha creato molto scalpore la vicenda legata al Piano integrato di intervento presentato dalla società Piazza Grande srl nel quartiere Cerreto. Una vicenda nella quale si trovano in posizione di conflitto numerosi amministratori comunali, fatto confermato dalla stessa amministrazione. Per il Comune, quanto approvato finora è del tutto legittimo e rispondente alla norma.
Nella nota inviata dall’amministrazione si legge che «Nessuna norma impedisce a cittadini singoli o a società, di presentare progetti o proposte alla pubblica amministrazione, anche nel caso in cui ci siano legami di parentela con amministratori o consiglieri comunali». L’iter del procedimento dovrà passare però in consiglio comunale dove, come ribadito dall’amministrazione «la legge regolamenta in maniera precisa queste situazioni e l’unico divieto che impone è l’astensione dal voto da parte di amministratori che avessero legami di parentela». Consiglieri parenti quindi dell’amministratore unico di Piazza Grande srl non voteranno, tra questi Piero Ruscito e Stefano Penge. Nulla viene però affermato riguardo al legame tra l’assessore Eugenio Trani e la società. L’assessore infatti risulta aver curato la creazione della società, ed inoltre la propria abitazione è tutt’ora la sede legale della Piazza Grande srl. A chiarirlo telefonicamente è lo stesso assessore: «Sì, la società ha la sede presso di me, non proprio presso il mio studio che è al 118/b ma presso il generico civico 118. Ho curato all’inizio tutte la parte amministrativa della costituzione della società. Mi chiesero se era possibile appoggiare la società presso il mio studio ma risposi di no. Io ho l’ufficio accanto alla mia abitazione così suggerii di metterla al numero civico 118». Nel maggio scorso, l’assessore in giunta fu determinante per il passaggio del provvedimento. Assenti l’assessore Di Girolamo (che ha volontariamente abbandonato la seduta) ed il vicesindaco Lauria. L’eventuale defenzione di Trani avrebbe fatto mancare il numero legale. A concludere l’iter del procedimento, probabilmente non sarà il Comune ma i cittadini. Il sindaco infatti ha reso noto che «il Comune attiverà anche una consultazione tra tutti i cittadini residenti nella zona prima di inviare il progetto all’esame della Regione». 

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