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«Chiediamo la revoca della delibera»

Il Comitato per la legalità interviene sulla questione relativa alla società Piazza Grande. Sollevati dubbi sulla proprietà: «Si valuti l’ipotesi di restituire l’area alla collettività»

Il Comitato per la legalità interviene sulla questione relativa alla società Piazza Grande. Sollevati dubbi sulla proprietà: «Si valuti l’ipotesi di restituire l’area alla collettività»

LADISPOLI – Ancora alta l’attenzione sulla questione circa il terreno del campo sportivo in zona Cerreto a Ladispoli. La società Piazza Grande srl ha infatti presentato una proposta di Piano Integrato di Intervento per opere su questo terreno. Sulla società emergono novità. L’amministratrice di Piazza Grande avrebbe dei legami di parentela con ben due amministratori comunali e la sede legale della srl si troverebbe nell’abitazione privata di uno degli assessori presenti al voto di giunta, in quanto libero professionista che avrebbe curato la nascita della società stessa. Fondamentale, in sede di voto di giunta, peraltro, la presenza di tale assessore, senza il quale il PII non sarebbe stato approvato per mancanza di numero legale. Sulla vicenda c’è chi solleva dubbi di conflitto d’interessi per diversi amministratori comunali. Ad intervenire sulla questione è anche il Comitato per la legalità, il quale aggiunge nuovi dettagli alla vicenda. «Negli ambienti vicini all’amministrazione comunale – dichiara il Comitato – si avanzano dubbi già sulla proprietà attuale. Il terreno, infatti, sarebbe stato donato alla città (in quel tempo, Cerveteri) e inspiegabilmente acquisito (si parla di usucapione, ma non sarebbe regolare) dalla società sportiva a cui era stato affidato in gestione. Successivamente, in modo rocambolesco, sarebbe stato acquistato da una società che, come riferisce la stampa, ha sede nell’abitazione dell’attuale assessore al bilancio ed è amministrata da una congiunta di ben due consiglieri comunali». «La società – continua il Comitato – si è trovata nella condizione di acquisire un’area (originariamente donata alla città), di presentare un progetto che ne modificherà la destinazione urbanistica e di vederlo approvato, con criteri definiti successivamente, e persino considerato tra le opere prioritarie della città, pur trattandosi servizi di tipo commerciale di cui la città non avverte alcun bisogno, oltre che abitativo, in un contesto in cui il mercato avverte un consistente calo della domanda». «Appare inoltre singolare, ma ricorrente a Ladispoli – aggiunge il Comitato – che la firma dei responsabili sull’atto deliberativo consista in uno scarabocchio illeggibile senza alcuna indicazione delle generalità di chi l’ha apposta, rendendo così poco agevole la identificazione di chi ha manifestato il proprio ‘‘parere tecnico’’». «Prendiamo atto che per il sindaco Paliotta tutto ciò è ‘‘regolare e normale’’ – prosegue il Comitato – ma chiediamo all’amministrazione di effettuare una reale verifica sullo stato della proprietà dell’area al fine di poterla (se possibile) restituire alla comunità cittadina; chiediamo di revocare la deliberazione di giunta che risulta adottata con l’approvazione di un assessore in una situazione di conflitto di interessi in quanto direttamente contiguo alla società. Chiediamo infine ai consiglieri di prestare maggiore attenzione alle modalità di utilizzo del territorio e ai progetti che vengono sottoposti all’esame del consiglio, richiamando ciascuno di loro alle eventuali conseguenze che potranno derivare sul fronte della responsabilità personale laddove si riscontrino gravi irregolarità».

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