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Le immagini degli affreschi di De Paolis fanno il giro del mondo

Le immagini degli affreschi di De Paolis fanno il giro del mondo

Alvaro Ranzoni in una intervista all’Ansa, che pubblica il servizio in home page, rilancia il "giallo" dei dipinti raffaelliti scoperti 40 anni fa a piazza Leandra: secondo il giornalista non si tratta di una copia ma di un bozzetto dei capolavori della Cappella Sistina

CIVITAVECCHIA – «Non fu copia, ma una sorta di grande bozzetto per ottenere l’approvazione di Giulio II». Il giornalista Alvaro Ranzoni ne è sicuro quando parla dei dipinti di piazza Leandra e le sue parole hanno fatto il giro del mondo, insieme alle immagini degli affreschi raffaelliti di casa De Paolis.
Oggi il sito dell’agenzia Ansa ha pubblicato con un richiamo molto evidente anche in home page un lungo e dettagliato articolo sul “giallo” artistico di Civitavecchia: tante le cose che non tornano, che ora, a distanza di quarant’anni dalla casuale scoperta da parte del proprietario dell’appartamento nel cuore di Civitavecchia, il carabiniere in congedo Tarcisio De Paolis, farebbero pensare a un bozzetto fatto preparare a tempera addirittura da Raffaello a un suo collaboratore per sottoporlo al committente, papa Giulio II, che in quel periodo a Civitavecchia tornava ogni anno per seguire i lavori di realizzazione del Forte Michelangelo. Ora si attendono i risultati dell’indagine diagnostica sui materiali, affidata agli esperti dell’Università della Tuscia, oltre ai finanziamenti per proseguire i lavori di restauro, ma il dibattito si accende e il giallo si infittisce. Alvaro Ranzoni alza il tiro e mette in evidenza proprio la probabilità che possa trattarsi di un bozzetto invece che di una copia.
Secondo il giornalista civitavecchiese, per anni inviato di Panorama, la tesi del bozzetto giustificherebbe anche le differenze tra le due versioni e la diversa organizzazione dello spazio nella Messa di Bolsena: «È possibile che il bozzetto di Civitavecchia – ha dichiarato all’Ansa Ranzoni – servisse a suggerire al Papa la necessità di allargare la finestra del Vaticano per rendere la composizione delle figure armoniosa come in effetti è oggi». Un nuovo aspetto da valutare, che potrebbe rimescolare le carte, mentre nella casa-museo di De Paolis gli affreschi sono tornati alla luce su tutte le pareti della stanza che li ospita, e quasi ogni giorno c’è la fila di turisti che, senza ascensore, salgono fino al quarto piano del condominio di piazza Leandra per ammirare questo tesoro, che Civitavecchia non può e non deve lasciare solo alla “buona volontà” e – è il caso di dirlo – alla tenacia di De Paolis, che è arrivato a prendere un altro appartamento in affitto al piano di sotto pur di riportare alla luce quello che comunque, a detta di tutti i critici e gli storici dell’arte che hanno potuto visionare gli affreschi, è un tesoro da valorizzare.

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