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Nave Italia e Bambin Gesù danno battaglia all'epilessia

di FLAVIA BAZZANO

CIVITAVECCHIA – Si è svolta questa mattina al molo Sardegna a bordo del brigantino ‘‘Nave Italia’’ la cerimonia di saluto che chiude la terza edizione del progetto “Epilessia fuori dall’ombra’’ promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù.
“È stato un progetto fortunato – ha riconosciuto il dottor Carlo Croce, consigliere esecutivo della Fondazione Tender to Nave Italia –  abbiamo raggiunto un risultato che non mi aspettavo. Grazie alla Marina abbiamo portato  un messaggio terapeutico: il valore dell’accoglienza,  la prima regola da seguire”.
Nei giorni scorsi la nave ha ospitato 14 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19 anni affetti da epilessia  farmacologica che hanno vissuto l’esperienza della vita di mare collaborando con l’equipaggio e svolgendo, sempre assistiti da alcuni membri del personale del Bambin Gesù, diverse attività manuali mirate allo sviluppo del lavoro di squadra e della fiducia nelle proprie capacità. Ha premiato i ragazzi il Capo di Stato Maggiore Ammiraglio Giuseppe De Giorgi.
“Intervenire a questa manifestazione mi dà sempre un’emozione fortissima – dichiara l’Ammiraglio – È un momento speciale di gratificazione importante. L’Italia è un paese che non ha consapevolezza dell’importanza del mare, è una cosa che viene data per scontata, e invece il mare deve essere protetto sia dal punto di vista ambientale sia da quello della sicurezza e la Marina si sta attrezzando sempre di più per sviluppare tutto questo insieme di azioni e non solo nella classica forma d’impiego legata ai concetti di  sicurezza militare”.
“I ragazzi hanno potuto vivere una specie di fiaba in un ambiente straordinario – spiega  Paolo Cornaglia Ferraris, direttore scientifico della Fondazione –  dove conquistare l’autonomia e crescere diventando responsabili di loro stessi e della propria salute”.
“Il mare aiuta moltissimo – sottolinea il Presidente del Bambin Gesù Mariella Enoc – e aiuta soprattutto l’esperienza di autonomia e ottimizzazione della propria vita. Ho visto dei ragazzi  veramente contenti, dei ragazzi che hanno fatto un percorso e credo che il progetto possa durare qualche giorno in più per  consolidare lo spirito di gruppo, essere più equipaggio. Credo che l’ospedale debba diventare protagonista di questa bellissima avventura”.
Il brigantino ‘‘Nave Italia’’ costruito nel 1993 ha ospitato dal 2007 oltre 3500 ragazzi e solo quest’anno sono stati 22 i progetti  approvati dalla Fondazione. È attualmente il più grande brigantino in navigazione. Grazie a questo eccezionale strumento, Tender to Nave Italia (creata dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano) promuove la cultura del mare  come mezzo formativo, riabilitativo e terapeutico.

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