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Centro Boggi e Servizi Sociali: la denuncia di Astud

CIVITAVECCHIA – Dopo l’attacco ai Servizi Sociali civitavecchiesi da parte dell’Ugl anche Astud, associazione Tutela Umani Diritti, denuncia quanto avviene al centro di riabilitazione e rienserimento Alessandro Boggi di Santa Severa. “Qui gli ospiti provenienti da vari Comuni del Lazio – ha spiegato il presidente Giuliana Buzzi – sono tutelati da una contribuzione economica della Regione e, pro quota, della Asl e dei Comuni di provenienza; ma il Comune di Civitavecchia, unico nella Regione, rifiuta di corrispondere la propria quota di contribuzione a far data dal marzo 2012, quando il Comune era in amministrazione commissariale. In questi tre anni sono risultati vani i tentativi di superare i cavilli burocratici dell’Amministrazione comunale, tentativi posti in atto dall’azienda Unisan, affidataria della gestione del centro per conto del Consorzio Ri.Rei. e della Regione Lazio, e dai congiunti dei disabili”. Con il presidente Buzzi che si sarebbe vista negare di recente anche un incontro con il sindaco Antonio Cozzolino. E ricorda che Unisan, a questo punto, ha deciso di affidare al proprio legale l’onere di tutelare i propri legittimi interessi non soltanto davanti al Comune, ma anche davanti ai familiari degli assistiti in quanto responsabili in solido. “Per cui, in conclusione, se il Comune non paga, tocca ai familiari farsi carico degli oneri economici dell’assistenza. Tutti gli altri Organismi preposti all’applicazione della legge 104 del 1992 hanno preso atto dell’accreditamento della Unisan – ha aggiunto il presidente di Astud – e contribuiscono pro quota al mantenimento del centro Boggi di Santa Severa: vale per la Regione Lazio, vale per la Asl RmF, vale per i vari Comuni limitrofi”. Da qui l’invito rivolto al Comune di Civitavecchia ” per spiegare quanto meno prima alle famiglie degli ospiti del centro, poi a tutti i cittadini – ha concluso Buzzi – le ragioni fondate, se ci sono, di questo disservizio e del suo solitario comportamento. O altrimenti penso che debba revocare la delibera commissariale del 2012 che ha dato origine a quella che ritengo una vera ingiustizia e un sopruso nei confronti di famiglie colpite da un disagio doloroso e oneroso”.

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