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Violenza contro le donne: "Io sto con Chiara"

Violenza contro le donne: "Io sto con Chiara"

CERVETERI – Ci sono storie che è difficile raccontare, che uno non verrebbe mai pubblicare ma quella di Chiara Insidioso ha fatto il giro d’Italia, mesi fa. Poi tutto è caduto nell’oblìo. La notizia delle botte che le ha dato il compagno che l’ha costretta per sempre su una sedia a rotelle, è stata coperta nuovamente da un colpevole silenzio. Ecco perchè la mamma che vive a Cerveteri ha deciso di scrivere una lettera in cui racconta lo strazio, il calvario suo e della figlia; la pessima condizione economica in cui versa e la paura di non farcela. Di non poter più tirare avanti così. Perché la gente non dimentichi, le istituzioni non l’abbandonino. Meglio di ogni considerazione, meglio di una descrizione sono le sue parole a colpire, a non lasciare indifferente chi legge. «Il mio nome è Danielle Conjarts  ho 44 anni, sono olandese e da 20 anni vivo in Italia. Mia figlia ha innumerevoli esigenze, è bisognosa di avere un’assistenza adeguata e una vita dignitosa dopo la terribile esperienza di violenza e percosse che l’ha ridotta in fin di vita. 23 anni fa mi sono innamorata di un ragazzo italiano e mi sono trasferita in Italia. Dopo 11 anni di vita insieme, ci siamo separati. Questa nostra decisione nulla ha tolto alla nostra amata figlia che ha vissuto un’infanzia felice e serena, piena di amore, anche se ci eravamo ricostruiti entrambi una nuova vita. Tutto sembrava filare liscio, ma a 19 anni Chiara ha incontrato un uomo di 16 anni più grande di lei, con il quale ha deciso di andare a vivere, nonostante la nostra disapprovazione, in quanto il soggetto non aveva una buona fama. Sono stati vani i tentativi di riportarla a casa: né le forze dell’ordine, né i servizi sociali hanno potuto fare nulla in quanto la ragazza era maggiorenne. Maggiorenne sì, ma con difficoltà di apprendimento e cognitive dovute ad un deficit del quoziente intellettivo abbastanza grave. Comunque una ragazza fragile che facilmente poteva essere convinta o impaurita. Infatti più volte ha cercato di allontanarsi dal convivente per le violenze e le percosse subite. Tutto questo è stato denunciato alle forze dell’ordine, ma davanti a loro Chiara ha sempre negato ciò che accadeva realmente.  Quando il 3 febbraio del 2014, mi hanno chiamato i carabinieri Chiara era già in ambulanza verso l’ospedale San Camillo in condizioni disperate a seguito delle percosse subite dal suo convivente. Chiara è rimasta in coma per diversi mesi e ha subìto interventi chirurgici e trasferimenti ad ospedali specializzati, dove poteva ricevere cure migliori nella psicomotricità e logopedia». «Dopo più di un anno – racconta la mamma – Chiara è ancora in ospedale, dove vive tra la sedia a rotelle e il letto. Attualmente è ricoverata all’ospedale Santa Lucia, ma non potrà restare a lungo, si dovrà trovare una sistemazione più adeguata per una lunga degenza. Io nel frattempo ho perso il lavoro e avendo terminata la relazione con il mio compagno sono senza fissa dimora; inoltre soffro di un problema cardiaco che si è manifestato dopo i fatti accaduti a Chiara, forse per il grande dolore di vedere la sua vita distrutta per sempre. Trascorro le mie giornate in ospedale accanto alla mia bambina, ora è tornata come una bambina piccola in quanto non è autonoma in niente. Non riesco più a sostenere le spese di viaggio da Cerveteri, dove vivo, a Roma, nè per la minima sopravvivenza, ho bisogno di un lavoro a tempo limitato. Non chiedo elemosina, ma un lavoro che mi permetta di vivere dignitosamente e di continuare ad assistere mia figlia. E una casa per me e mia figlia invalida. Uscita dal Santa Lucia, Chiara finirà in un ospizio per lungodegenti, perché noi non abbiamo soldi per una clinica privata a pagamento. Suo padre ha una casa in affitto con barriere  architettoniche insormontabili ed io non ho una casa. I servizi sociali di Cerveteri mi hanno destinato un assegno mensile di trecento euro». In poche parolela donna chiede giustizia. La donna ha nche creato un gruppo Facebook ‘‘Io sto con Chiara contro la violenza alle donne’’.

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