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Ospedale, ancora fermi i lavori sul tetto

Ospedale, ancora fermi i lavori sul tetto

Tarquinia. Il consigliere comunale d’opposizione, Marcello Maneschi, sollecita il direttore generale della Asl Luigi Macchitella, a dare seguito alle promesse esternate in consiglio comunale. Sulla chiusura del reparto di Ostetricia ancora proteste del M5s e del Mis

TARQUINIA – E stanno con gli occhi puntati sull’ospedale i consiglieri comunali d’opposizione, ma non solo, per vedere, almeno, se quanto assicurato dal direttore generale della Asl, Luigi Macchitella, in sede di consiglio comunale, avesse un certo fondamento. E ad oggi sembra proprio di no. Infatti l’annunciato avvio dei lavori per il completamento del tetto del nosocomio cittadino, dopo le assicurazioni sui pagamenti arretrati inoltrati alla ditta, non è ancora avvenuto. «Ci aveva assicurato la ripresa dei lavori ad inizio settimana – tuona il consigliere d’opposizione Marcello Maneschi – manteniamo alta l’attenzione e ci aspettiamo che presto si riprenda il cantiere. A pochi giorni dalle promesse pubbliche tutto già ci risulta disatteso. Nessuno in ospedale ha visto niente e sa nulla. Continueremo quindi a monitorare la situazione ogni giorno, e se sarà il caso avvieremo iniziative per sollecitare la ripresa immediata dei lavori». Non si alleviano, insomma, i mal di pancia sulla questione ospedale di Tarquinia. Tra le note dolenti, proprio la ormai decretata chiusura della ‘’Casa del parto’’, che ha visto una forte opposizione dei tarquiniesi. Anche il Movimento Cinque Stelle, rappresentato in consiglio da Marco Dinelli, ha espresso «l’insensatezza di un progetto che non vedrà mai la luce a causa della manifesta carenza dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente in materia». «Un progetto – ha detto Dinelli – il cui scopo è esclusivamente quello di raggirare i cittadini, dando loro l’illusione della permanenza di un servizio che di fatto è già stato smantellato e che mai verrà rimpiazzato». «Il Pd – attacca Dinelli – sta infatti sostenendo un progetto che comporterà un notevole dispendio di risorse pubbliche per un reparto che non sarà mai operativo. E che dire a proposito della condotta contraddittoria del dottor Macchitella, il quale il 28 maggio ha emesso un provvedimento di chiusura del reparto di Ostetricia e ginecologia; il giorno successivo lo ha sospeso ‘‘fino a nuova comunicazione’’; l’8 giugno ha deliberato il trasferimento all’ospedale di Civitavecchia di ben otto ginecologi e una ostetrica – in pratica l’intera equipe!-, decretando, così, la chiusura di fatto dell’intero reparto. Stiamo assistendo perciò ad una politica ipocrita che finge di battersi per impedire la chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Tarquinia, quando invece appoggia incondizionatamente le decisioni di Zingaretti». Al consiglio comunale sull’ospedale era presente anche una delegazione della Sezione Movimento Idea Sociale, composta dal segretario di sezione Omero Tomassoni, dal segreterio regionale Lazio Giancarlo Aquilanti, dal dirigente nazionale MIS Guido Faggiani e dai membri del direttivo della sezione. Anche dal Mis forte opposizione sulla vicenda Ostetricia. «Abbiamo constatato – afferma il segretario di sezione Omero Tomassoni, – la poca partecipazione a questo importante consiglio comunale dei nostri concittadini. A parte qualche autorità, quali i sindaci di Monte Romano Maurizio Testa e di Montalto Sergio Caci, erano presenti oltre alla nostra delegazione, solamente medici, ostetrici e infermieri, sia in servizio che in pensione, dipendenti del locale ospedale, un rappresentante dell’Avis di Tarquinia e pochissimi cittadini». «Come sempre – rimarca il segretario regionale Lazio Giancarlo Aquilanti – dalle parole del commissario Asl Macchitella, abbiamo capito che non vi è nessun colpevole, infatti Macchitella, attaccato duramente anche dai consiglieri di maggioranza Blasi e Centini, ha dichiarato che non è lui il colpevole di questa situazione ma la Regione Lazio, infatti in Regione hanno deciso il tutto. Secondo Macchitella le cose buone per la Asl le ha fatte lui mentre le cattive sono state “partorite” in Regione». «Alla fine – dice il dirigente nazionale Mis Guido Faggiani -, siamo concordi su quanto dichiarato dal vicesindaco Renato Bacciardi quando parla di una sconfitta. Non è stata data alcuna risposta. Si crea un disservizio enorme». «Secondo noi – ribadisce Faggiani -, adesso bisogna mettere da parte tutte le divisione ed insieme a tutti i sindaci, amministratori e cittadini del bacino servito dall’ospedale di Tarquinia organizzare una manifestazione alla Regione Lazio per farci sentire e scongiurare la chiusura del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Tarquinia, come fatto a suo tempo dagli utenti dell’ospedale di Bracciano». «Il Movimento Idea Sociale è pronto – dice Faggiani – e se non troveremo interlocutori lo faremo da soli». (

Ale.Ro.)

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