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Il caldo non molla la presa

Il caldo non molla la presa

I consigli del pediatra

CIVITAVECCHIA – Livello di allerta 3, il massimo, almeno fino a domani per la città di Civitavecchia, con temperature che oscillano dai 24 gradi (alle 8 del mattino) ai 33 (alle 14), ma con la temperatura massima percepita che arriva a 37°. Il dipartimento di epidemiologia Ssr Lazio sottolinea sottolinea che si tratta del primo evento di ondate di calore estiva per il quale è atteso il peggior impatto sulla salute. Inoltre la maggior parte della popolazione che resta in città può essere esposta ad alti livelli di inquinamento da traffico che potrebbero potenziare gli effetti negativi del caldo sulla salute. Sul portale del Ministero della Salute (www.salute.gov.it/caldo.html) sono consultabili i bollettini giornalieri ed informazioni su come proteggersi dal caldo: linee guida per gli operatori sanitari, opuscoli e brochure specifici per la popolazione generale e sottogruppi di popolazione a maggior rischio.
È il pediatra Giovanni Ghirga che, con l’occasione, sottolinea alcuni importanti consigli. “La morte in culla del lattante è uno spettro per tutti i genitori. Numerose sono le ipotesi causali e forse numerose sono le cause stesse di questi gravissimi eventi – ha spiegato – un importante studio canadese ha dimostrato che, se le temperature esterne superano i 29°, la possibilità della morte in culla aumenta in modo statisticamente significativo. Altri studi hanno messo in evidenza che, anche se il lattante viene coperto troppo o vive in aree inquinate, il rischio di morte in culla aumenta. In questi giorni di grande caldo cercate in ogni modo di ridurre la temperatura nella stanza dove si trovano i lattanti, vestiteli molto leggeri e chiudet il pannolino in modo che la maggir parte della pelle dei genitali e dei glutei non sia a diretto contatto con il tessuto o con la plastica del pannolino stesso. Nelle ore più calde si possono fare dei bagnetti tiepidi anche più volte. Non portateli a spasso nelle ore durante le quali i livelli di ozono sono più elevati, vale a dire le ore di punta. Inoltre non fateli riposare a pancia sotto. Questi semplici accorgimenti potrebbero salvare la vita di qualche bambino”.

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