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«Lasciare tutto com’è o accettare la proposta»

«Lasciare tutto com’è o accettare la proposta»

L’amministrazione comunale di Ladispoli interviene su Piazza Grande. Intanto, nell’atto di compravendita non figurerebbero 300mila euro del valore complessivo dell’operazione

LADISPOLI – L’amministrazione comunale di Ladispoli puntualizza alcune delle informazioni pubblicate ieri in merito alla vicenda Piazza Grande, sulla quale si è espresso il consiglio comunale martedì scorso. L’amministrazione ritiene che al campo sportivo, che era della US Ladispoli, «è stata data una valutazione di 600mila euro, esattamente la stessa cifra (550mila più spese varie e notarili) riportata negli atti di compravendita tra US Ladispoli e la società Piazza Grande srl. Non è stata valutata a favore di Piazza Grande, sempre nell’ambito delle compensazioni, un’altra particella ove attualmente è presente un fabbricato di civile abitazione che sarà abbattuto se il Piano integrato verrà approvato». Per l’amministrazione, «La valutazione di 600mila euro è stata possibile perché fatta nell’ambito di accordi tra le parti: se non ci fosse stato l’accordo e se si fosse invece andati all’esproprio il valore dei 15mila metri quadrati di terreno nell’ambito del centro abitato sarebbe stato stimato in almeno 3miloni di euro, valore di mercato valutato con metodo assodato in Italia da tutte le sentenze del Consiglio di Stato. Va ribadito che in caso di accordo la valutazione è libera e lasciata alla decisione delle parti, nell’esproprio si è invece vincolati dalla Legge». Sempre nella nota l’amministrazione sostiene che «La perizia del tecnico di 108mila euro di cui si fa menzione nell’articolo è chiaramente riferita al valore dell’impianto di calcio nelle sue condizioni attuali, cioè in condizioni di quasi inagibilità. Se fosse riferita al terreno il prezzo sarebbe di 7 euro al metro quadro, valutazione del tutto fuori di ogni criterio per aree urbane.»  L’amministrazione quindi rivede la stima per la realizzazione di un’opera pubblica in quell’area anche alla luce di un prezzo di acquisto non di 3 milioni di euro, ma di 600.000 euro, cifra che l’amministrazione ritiene pagata dalla Piazza Grande srl. «Partendo quindi dal costo del presunto acquisto sarebbero serviti altri 700mila euro per realizzare il secondo campo in manto sintetico vicino allo stadio in costruzione e poi un milione e mezzo di euro per urbanizzare l’area acquisita». Al termine, il computo rivisto a ribasso da parte dell’amministrazione sarebbe di 2,8 milioni di euro rispetto a 4,5 iniziali, cifra comunque improponibile per il bilancio comunale vista l’impossibilità da parte di acquisire ulteriori mutui. Per l’amministrazione le due uniche strade perseguibili sarebbero state: la via del piano integrato oppure lasciare tutto com’è. Delle due l’amministrazione ha scelto chiaramente la prima ed ora cercherà la conferma da parte dei cittadini del quartiere che verrano chiamati ad esprimersi attraverso una consultazione pubblica. Nel frattempo l’iter è stato avviato e gli uffici inizieranno una procedura che rischia però di diventare carta straccia qualora venisse bocciata dal referendum. Risultano tuttavia delle incongruenze sulle cifre dichiarate dall’amministrazione. Mentre nella relazione allegata al verbale della US. Ladispoli, nella quale si dà mandato al presidente Umberto Paris di effettuare la vendita, si parla di un accordo «di 250.000 euro + 300.000 euro di sposorizzazioni da ricevere dalla Piazza Grande srl nei 6 anni successivi», nell’atto sottoscritto dalle parti, di fronte al notaio Carella, non risulterebbe traccia dei 300.000 euro. L’atto riporterebbe come valore della compravendita solamente 250.000 euro, che sono stati versati sotto forma di assegni circolari, 8 del valore di 20.000 euro, uno da 75.000 ed uno da 15.000 per un totale appunto di 250.000. La cifra di sole 250.000 euro sarebbe stata confermata anche dalla consigliera Franca Asciutto in un intervento durante il consiglio comunale, per indicare al Sindaco Paliotta che la stima nelle sue mani era di molto superiore. Si accende quindi un giallo sui restanti 300.000 euro che a questo punto non sarebbero stati oggetto dell’atto di compravendita. Secondo le intenzioni dell’accordo dovrebbe essere già stata versata la trance del primo anno e sarebbe in scadenza la seconda. Ci si chiede comunque in quale forma assimilabile a compravendita immobiliare questa cifra, addirittura superiore a quella dell’atto, è stata o verrà trasferita tra le due parti. Se, come scritto nel documento allegato al verbale della US Ladispoli, queste 300.000 euro venissero corrisposte da Piazza Grande Srl sotto forma di sponsorizzazioni, il problema potrebbe diventare fiscale, in quanto su questa cifra, ritenuta anche dall’amministrazione valore di compravendita, non sarebbe stata versata l’imposta di registro e si configurerebbe per la Piazza Grande srl addirittura una spesa di sponsorizzazione, difficilmente giustificabile per una società che alla Camera di Commercio risulta fino a pochi giorni fa inattiva.

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