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Osservatorio ambientale: i dubbi di Marsili

Osservatorio ambientale: i dubbi di Marsili

CIVITAVECCHIA – Una proposta difficilmente applicabile. Secondo il presidente del Consorzio per la gestione dell’Osservatorio Ambientale di Civitavecchia Giovanni Marsili non è facile percorrere la strada annunciata dall’assessore Alessandro Manuedda, ossia quella di uscire dalla realtà locale per aderire ufficilamente all’Osservatorio regionale. «Non mi addentro nel commentare le proposta – ha spiegato ai microfoni di Achtung su Radio Stella Città – sono un tecnico e questa è comunque una posizioe politica». Si è invece soffermato proprio sulla parte tecnica. «L’uscita dal consorzio locale – ha infatti sottolineato Marsili – secondo l’amministrazione porterebbe al passaggio della rete delle stazioni di monitoraggio alla Regione. Un’ipotesi che ha delle implicazioni tecniche. La rete regionale di qualità aria è composta da 41 centraline distribuite in funzione dei livelli di inquinamento stabiliti nel piano regionale di qualità dell’aria. Roma e Frosinone sono in classe A, città maggiormente inquinate, con 13 centraline a Roma e 7 a Frosinone. Civitavecchia, inserita nella fascia B, conta oggi 11 centraline gestite dall’osservatorio e 5 da Arpa Lazio. Se la Regione assorbisse quelle ‘‘private’’ si verificherebbe uno sbilanciamento, con 16 centraline, in più anche rispetto a quelle di Roma, nonostante la fascia inferiore di inquinamento. Bisognerà capire quindi come la Regione potrebbe intervenire – ha concluso – potrebbe ad esempio redistribuirle sul territorio». Intanto ieri, per aumentare il livello di controlli, sono stati anche montati sul palazzo della Asl dei campionatori particolari.

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