Pubblicato il

Fondo immobiliare: tante perplessità

Fondo immobiliare: tante perplessità

La Svolta solleva non pochi dubbi sull’ipotesi avanzata dai Cinque Stelle. Grasso critica la manovra tributaria dell’amministrazione e si chiede chi possa essere interessato ad investire in una città così piena di criticità anticipando anche 3 milioni di euro all’anno

CIVITAVECCHIA – “Chi sarebbe disposto ad investire oggi in una città come Civitavecchia, con tutte le criticità che si porta dietro, qualche decina di milioni di euro per realizzare alberghi, centri commerciali e parcheggi su aree di fatto in concessione e non di proprietà, anticipando subito al Comune 3 milioni di euro all’anno?”. È la domanda che si pone il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, all’indomani del lungo consiglio notturno di mercoledì, e che riasusme tutte le perplessità sulla strada indicata dal M5S, quella della creazione di un fondo chiuso ad apporto pubblico in cui far confluire il patrimonio comunale per valorizzarlo o per venderlo successivamente. «Come affermato dall’assessore Pantanelli in commissione Bilancio – ha infatti chiarito Grasso – il Comune preferisce fare a meno del privato non solo per le società dei servizi ma anche per lo strumento più diffuso e di facile attuazione nel coinvolgimento di investitori privati, come il project financing, perché, parole di Pantanelli “gli uffici comunali non hanno le palle” per portare avanti questi procedimenti amministrativi. Allora ci si rivolge all’esterno, scegliendo un advisor, per imbarcarsi in un tipo di operazione che finora in Italia ha presentato non poche criticità soprattutto per la crisi del mercato immobiliare, che perdura ancora oggi». E tornando proprio sulla questione del fondo immobiliare, «visto che buona parte del valore complessivo da conferire al fondo deriva dalla caserma Stegher e dalle carcerette, per le quali l’Agenzia del Demanio ha già espresso parere negativo per il trasferimento al Comune e per i quali dunque si dovrà aprire una nuova procedura che coinvolga anche la soprintendenza, come si pensa – si chiede ancora Grasso – di dar vita al fondo entro dicembre, quando buona parte del patrimonio non è ancora disponibile? E come si procederà all’assestamento di bilancio ed alla redazione del consuntivo se a novembre magari non sarà stata neppure terminata la procedura di individuazione della SGR che dovrà costituire il fondo e quindi non ci saranno neppure i 3 milioni degli attesi investitori alberghieri? Sono tutti interrogativi a cui nessuno, dal Sindaco agli assessori in consiglio comunale ha saputo o voluto dare una risposta, così come nessuno ha saputo o voluto spiegare perché, in un piano tutto incentrato sul rilancio turistico-alberghiero, non sia stato inserito il comparto termale, che dovrebbe essere il primo asset da valorizzare in questo ambito. Una risposta proviamo a darla noi: o la maggioranza pentastellata è tanto scellerata da giocare una carta così rischiosa per i motivi appena illustrati, oppure, alla faccia della tanto decantata trasparenza e del cambio di rotta rispetto al passato, Cozzolino & C. sorridono sornioni perché l’investitore lo hanno già, pronto per quella che da oppositori i grillini e i movimentisti che li accompagnano avrebbero subito bollato con orrore come una gretta speculazione, mentre oggi preferiscono chiamarla solo valorizzazione. Il tempo darà le sue risposte». Nel frattempo, come ribadito dal capogruppo della Svolta, «la giunta Cozzolino ha scelto una strada fatta solo di tasse per i cittadini e rischio che tutti gli aumenti non servanno a nulla. E al privato che odiano per affidargli almeno alcuni servizi pubblici chiedono invece i soldi per costruire alberghi con migliaia di posti letto. Anziché ricorrere ad un mix di leve, comprendenti la definizione, come del resto è stato fatto con il porto, di una convenzione ventennale con Enel, per strutturare le relative entrate ed inserirle sia in conto capitale che nella parte corrente del bilancio, comprendenti l’apertura al privato della gestione dei servizi pubblici locali, a partire dal tpl e dalla gestione dei rifiuti, che anziché diventare una risorsa da riutilizzare, riciclare o recuperare a Civitavecchia costituiscono un costo doppio, essendo anche il gestore della discarica il maggiore creditore di ciò che resta di Hcs. Di queste ed altre misure Cozzolino ha ribadito, con orgoglio, di voler fare a meno, cercando di far aumentare le entrate con un aumento al massimo delle aliquote dei vari tributi locali e con un piano che, per quanto possa essere condivisibile nelle premesse e nelle intenzioni, adottato da solo rischia di essere l’ennesimo buco nell’acqua».

ULTIME NEWS