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Mafia Capitale, caos alla Pisana Buzzi parla di un accordo

ROMA- «Il presidente Zingaretti è persona trasparente e specchiata. Ma cio’ che sta emergendo dall’inchiesta su ‘Mafia Capitale’ e che lambisce anche la Regione deve imporre una reazione di rottura. Bisogna azzerare tutto perché anche una sola mela marcia puo’ rovinare tutto il lavoro fatto da persone perbene». E’ quanto afferma Stefano Pedica del Pd. «Se si sceglie di andare avanti – sottolinea Pedica – c’e’ il rischio che possa aumentare la disaffezione verso la politica. E chi, come Zingaretti, sta facendo tanto e bene non merita di perdere la fiducia dei cittadini. Ecco perché dico che non bisogna avere paura di mettere uno stop a questo stillicidio. Piu’ passa il tempo e più i populisti prendono piede. Tanto vale ‘correre’ per la legalità’ e rivincere con Zingaretti, ma con un Consiglio regionale rinnovato». Arrivano numerosi i commenti di solidarietà al presidente. Politici, imprenditori, faccendieri e tanti tanti soldi.  Salvatore Buzzi, una delle figure di spicco di Mafia capitale e numero uno delle coop a Roma, ha iniziato a parlare: e davanti ai pm romani ha ricostruito il giro di mazzette con cui si assicurava le commesse. Interrogato nel carcere in Sardegna dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, l’ex capo della Cooperativa 29 giugno elenca fatti, nomi e circostanze ammettendo però “che molte cose gli sono state raccontate da Luca Odevaine“. Anche l’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni ha iniziato a rispondere ai magistrati, ma i suoi verbali sono segretari: ad assistere Odevaine, è l’avvocato, Luca Petrucci, ex presidente dell’istituto autonomo case popolari, difensore storico di Luigi Lusi e Piero Marrazzo. E mentre si aspetta di capire cosa ha messo a verbale Odevaine, Buzzi racconta ai pm dei rapporti con l’attuale giunta capitolina, e delle differenze tra l’amministrazione di Ignazio Marino eGianni Alemanno. “Con Alemanno comandavano gli assessori, con Marino i dirigenti dei dipartimenti – dice l’uomo delle coop – Nell’anomalia del Comune di Roma i 78 milioni di euro con Marino li decisero in maniera vaga addirittura senza appalto, quindi c’abbiamo questi meccanismi, capito? Cioè io le vorrei dire una cosa che sembra banale, i vuoti si riempiono, quindi se io non mi occupo delle cose il mio posto viene preso sicuramente da qualcun altro, quindi qual era il nostro problema quotidiano tutti i giorni? Era sbattersi tra la politica e tra i dirigenti, passà sui corridoi, assumere persone”.

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