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‘‘Le ragazze della Cooperativa’’ in mostra

‘‘Le ragazze della Cooperativa’’ in mostra

Dall’11 al 14 agosto le foto della grande realtà dell’azienda femminile di abbigliamento nata nel 1969 ad Allumiere

ALLUMIERE – ‘‘Le ragazze della Cooperativa’’: questo il titolo della mostra fotografica che sarà inaugurata ad Allumiere l’11 agosto alle 19.30 e proseguirà fino al 14. Le foto saranno esposte nel cortile della scuola di via Turati. Ideazione e ricerca della documentazione è ad opera di Rita Moraldi; il lavoro tecnico è stato eseguito dai soci dell’associazione ‘‘Click’’; hanno collaborato Diego Regnani, Francesca Tiselli, Piero Pennesi, Carlo Marazzi, Stefano Geko Salvati e Aurelio Paolucci. Quest’esposizione è imperdibile e mostra lo spaccato di un momento storico importante, quando, cioè, un gruppo di ragazze istruite, guidate e organizzate da Adriana Ferri in Pirandello, anticipò tutti i tempi creando nel ‘69 ad Allumiere una piccola azienda cooperativa di abbigliamento, ‘‘La Lumiera’’. Ida Ferri, la madre di Adriana, anni prima, aveva  brevettato un metodo di modellazione e taglio dei tessuti. «All’inizio erano solo in 12, ma in un ventennio le ragazze della Cooperativa coinvolsero centinaia di donne, di Allumiere, Tolfa, Civitavecchia, S. Marinella, Canale e Manziana. In questa cooperativa hanno lavorato circa 600 donne e in un territorio che ha sempre sofferto per la disoccupazione e la precarietà non era allora (e non lo è oggi) cosa da poco – spiega Rita Moraldi – a distanza di poco più di 20 anni dalla sua chiusura definitiva riteniamo che quell’esperienza valga la pena di essere ricordata soprattutto per gli effetti sociali, culturali e di genere che ha comportato. In un periodo storico di grande fermento la straordinaria particolarità di quella piccola azienda cooperativa era la sua organizzazione interna: autogestione (le decisioni importanti erano prese dal collettivo in assemblea) ed egualitarismo (il valore della prestazione oraria era per tutti uguale). Per l’epoca storica in cui è nata e si è sviluppata, per la particolare organizzazione con cui si autogestiva, per le ricadute sociali e politiche che ne conseguirono, vogliamo oggi ricordare quell’esperienza, tutta al femminile». (Rom. Mos.)

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