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Civitavecchia C'è: "Basta aumenti delle tasse"

CIVITAVECCHIA – «Il bilancio non è una operazione di quadratura matematica, ma l’atto principale con il quale si esprimono capacità, volontà e priorità politica». Lo ribadisce il direttivo di Civitavecchia C’è riferendosi è quella che è la situazione preoccupante di Civitavecchia. «Una situazione – hanno spiegato – veramente assurda, poiché, a fronte di una altissima tassazione abbiamo servizi inadeguati, aria inquinata, molte servitù, e siamo anche costretti a vendere i beni patrimoniali. È troppo; è insopportabile». E parlano di dati allarmanti sulla finanza locale. «Ccome tutti gli italiani – hanno aggiunto – nel rapporto pressione fiscale-PIL siamo già al 43,4% di fronte al 40% degli altri paesi dell’Unione Europea, per cui paghiamo 904 euro in più rispetto agli altri cittadini europei, oltre ad una addizionale regionale Irpef quasi massimale. La Corte dei Conti in una relazione di questi giorni ammonisce gli enti locali poiché la pressione fiscale dal 2011 al 2014 è aumentata del 22% raggiungendo la cifra di 618,40 euro pro capite: cifra abbondantemente superata in città, perché già nel 2012 pagavamo 641 euro, passati a 835,97 nel 2013 e 961,36 euro nel 2014, cifra record. Riteniamo assolutamente da evitare un nuovo aumento – hanno concluso dall’associazione Civitavecchia C’è – visto che siamo già tra i Comuni più tartassati d’Europa».

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