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«L’autostrada è aperta, ma le complanari sono incomplete»

«L’autostrada è aperta, ma le complanari sono incomplete»

Il Comitato per il diritto alla mobilità punta il dito contro Mauro Mazzola. Nei prossimi giorni i cittadini terranno un incontro al Ministero. «Per il ponte sul Mignone tempi biblici. Il Sindaco ne aveva assicurato la realizzazione prima dell’apertura della nuova arteria»

TARQUINIA –  Non c’è pace a Tarquinia sull’autostrada tirrenica. Il Comitato per il diritto alla Mobilità torna a puntare il dito contro le mancate garanzie da parte del sindaco Mauro Mazzola e a rivendicare l’urgenza del ponte sul fiume Mignone. «L’autostrada Civitavecchia-Tarquinia è praticamente fatta – commentano dal Comitato – il primo agosto la Sat ha aperto tutto il tratto a quattro corsie e molti accessi sono stati chiusi, nonostante le complanari siano in condizioni di parziale agibilità, in molti casi da fare, come il ponte sul fiume Mignone, a volte sterrate, senza segnaletica, con conseguente grave danno alla viabilità locale». «Mentre tutto ciò avviene nel silenzio più totale – denunciano i cittadini – nei giorni scorsi il sindaco di Tarquinia  ha incontrato il prefetto per discutere non si capisce bene di cosa, visto che i partecipanti non hanno neanche nominato il progetto della variante con il ponte e le complanari che è già sul tavolo del Ministero delle Infrastrutture. La Sat non ha alcun interesse ad ammettere di aver lasciato come ultima cosa da fare proprio la viabilità che serve al territorio, il Sindaco di Tarquinia  le cose le sa quando gliele raccontano, visto che dubitiamo si sia preoccupato di verificare di persona lo stato della viabilità alternativa. Noi residenti siamo gli unici in grado di riferire le reali problematiche del territorio, ma come sempre non veniamo invitati. C’è da pensare che questo ‘conclave’ sia servito più a lavare coscienze che a risolvere le problematiche dei residenti». «Di sicuro è servito al Sindaco di Tarquinia per potersi mostrare preoccupato per le sorti della Farnesiana, ora che è chiaro che l’autostrada sarà inaugurata senza un ponte sostitutivo sul fiume Mignone, e visto che ha sempre premesso a tutti i residenti che senza il ponte non avrebbero mai inaugurato l’autostrada, dovrebbe almeno giustificarsi». «Nell’incontro presso la prefettura di Viterbo – aggiungono dal Comitato per il diritto  alla Mobilità di Tarquinia  –  il sindaco ha dato il meglio con la sua proposta di un ponte Bailey, una soluzione di viabilità che si usa in casi d’emergenza per esempio in casi di calamità naturale. Un’idea che potrebbe essere anche apprezzata se non fosse che si è resa necessaria non per una calamità naturale, ma per ‘negligenza’ del proponente al quale è stato approvato un progetto senza il fatidico ponte, una svista così macroscopica da far pensare male, tanto più che, prima ancora che il Sindaco desse il suo sì in Conferenza dei servizi nel lontano 2010, gli era stato ben rappresentato il problema dai residenti». «Era sempre lui – aggiungono i cittadini del Comitato –  quello che nel 2011 organizzava riunioni proprio alla Farnesiana e raccontava ai residenti che il ponte sarebbe stato realizzato anche se assente nel progetto esecutivo, facendosi garante della realizzazione, accusando alcuni cittadini che ne sottolineavano l’inesistenza di dire bugie. Tanti si sono resi conto nel tempo che a mentire non eravamo noi; oggi speriamo sia cristallino per tutti. Il disperato tentativo di confondere la cittadinanza con la proposta del ponte Bailey, serve a salvare la faccia a lui e alla sua silenziosa e condiscendente maggioranza responsabile dell’attuale condizione, e a vestire i panni di un poco credibile ‘salvatore della patria’». «Noi continuiamo a dire la verità – ribadiscono dal Comitato -: il progetto del ponte sul Mignone e delle altre complanari mancanti solo ora è saltato fuori; la Sat infatti ha presentato il progetto di variante al Lotto 6A per il ponte sostitutivo e le relative complanari di collegamento. La variante ha già avuto l’approvazione del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dell’Ambiente che per quanto riguarda gli aspetti di sua competenza ambientali ritiene che sussistono le condizioni per l’approvazione ma con l’unica prescrizione che, per l’attraversamento sul fiume Mignone, venga utilizzato esclusivamente il vecchio ponte esistente al posto di questo proposto da Sat, trenta metri più a valle. Una volta appurata la fattibilità, i lavori di realizzazione dovranno essere affidati con una gara d’appalto europea. Tempi lunghi, ancora incerti. Il Sindaco invece di parlare dei tempi di realizzazione delle complanari, invece di imporre le condizioni ‘’sine qua non’’, senza dare risposte serie sul problema della viabilità complanare, parla di ponti che non esistono, dando vita al sospetto che non sappia nulla della variante, delle prescrizioni del Ministero, mischiando le carte in maniera equivoca». «Il Sindaco di Tarquinia – concludono dal Comitato – se sarà inaugurata l’autostrada prima di veder realizzata la viabilità mancante, sarà costretto ad ammettere che conta poco o niente e che le dichiarazioni rese alla stampa sono state solo di facciata, volte soltanto a rabbonire di volta in volta i residenti preoccupati dalla mancanza di una viabilità alternativa a quella dell’autostrada. Il comitato incontrerà il Ministero delle infrastrutture nei prossimi giorni per avere notizie sui tempi previsti per la realizzazione delle complanari e per il rifacimento del “ponte vecchio” e lì si vedrà se il ponte di Mazzola è pura fantasia oppure no». (a.r.)

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