Pubblicato il

Luciani: "Segnali positivi dal traffico auto"

Luciani: "Segnali positivi dal traffico auto"

Il presidente della Cpc traccia il bilancio dei primi sei mesi dell'anno e si dice preoccupato per la situazione occupazionale in città: "Manca la programmazione"

CIVITAVECCHIA – Il traffico automotive della Fca ha garantito una preziosa boccata d’ossigeno per l’occupazione. Ed in particolare per la Compagnia Portuale che oggi, con il suo presidente Enrico Luciani, ha voluto tracciare un bilancio dei primi sette mesi dell’anno. “Siamo abbastanza soddisfatti – ha spiegato il presidente Cpc – il lavoro è ripreso e registriamo segni positivi dopo tre anni di crisi nera che ha visto i lavoratori tutti fare sacrifici, senza ricorrere ad aiuti di Stato”. Sacrificio: questa la parola d’ordine a detta di Luciani, che spazza via accuse di presunte raccomandazioni all’interno della Compagnia. “È vero che il traffico auto per l’America – ha spiegato – ha portato nuova occupazione: ma si tratta di stabilizzazioni di chi, per anni, ha lavorato in modo occasionale, con spirito di sacrificio, e che oggi raggiunge un importante traguardo di sana e speriamo duratura occupazione”. Si tratta in particolare di 100 stabilizzazioni (70 a tempo indeterminato e 30 determinato). “C’è stato un grande lavoro dietro questo traffico, risultato poi strategico” ha ribadito Luciani, sottolineando l’impegno messo dall’Autorità Portuale e in particolare dal presidente Pasqualino Monti “il quale – ha aggiunto – ha meritato la nomina a commissario e merita la riconferma a presidente, proprio per i risultati raggiunti. Con il porto che, ad oggi, è l’unico volano di sviluppo per il territorio. Mentre sullo scalo c’è massima attenzione, vediamo purtroppo assoluto disinteresse e cecità rispetto allo stato dell’occupazione in città”. Luciani sottolinea l’assenza di un progetto di sviluppo e di programmazione per la ripresa occupazionale, “con settori strategici come quello edilizio e quello metalmeccanico – ha aggiunto – totalmente fermi. La nostra città è impoverita, con un prelievo di tasse assurdo”. E quindi il porto, secondo Luciani, rimane ora l’unica realtà in grado di dare risposte, basandosi su fatti concreti come l’incremento dei traffici; incremento che ha alle spalle lavoro e programmazione. “La prossima sfida, dopo  le auto – ha concluso – è quella dei contenitori. Sono convinto che da questo settore, così come dalla zona franca, il territorio potrà avere nuove importanti risposte in termini occupazionali”.

ULTIME NEWS