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No del consiglio comunale di Bracciano alla gestione pubblica

Il sindaco Giuliano Sala: «Non ci sono risorse economiche»

Il sindaco Giuliano Sala: «Non ci sono risorse economiche»

BRACCIANO – Aspettare la (possibile) legge regionale, prima di cedere definitivamente alla Acea e quindi alla privatizzazione della gestione dei servizi idrici decisa dal decreto renziano ‘‘Sblocca Italia’’? La risposta, altrettanto definitiva, a Bracciano è “no”.
Il consiglio comunale ha rifiutato ieri la proposta di delibera presentata dal consigliere di minoranza Massimo Guitarrini, del gruppo Bracciano Bene Comune, in cui si chiedeva di «fare melina», prendere tempo, attraverso una possibile presa di posizione legale, nei confronti dell’imminente privatizzazione del servizio idrico, strada perigliosa ma tentata da molti Comuni per non affidare alle lunghe intricate grinfie Acea il destino del bene primario.
Una battaglia etica e giuridica che il sindaco Sala ha rifiutato. «Valutiamo la questione reale», ha dichiarato Sala in sede di consiglio. «Non abbiamo le risorse per gestire il servizio. E non ci è concesso di alzare le tariffe. Non vogliamo gravare sui cittadini, ma servono fondi. Ben 80mila euro per separare le acque chiare da quelle scure, chi ce li dà? Abbiamo rosicchiato tutto il possibile dai bilanci comunali. Vogliamo tagliare dalla scuola, dai servizi sociali? C’è una soluzione alternativa? Io non credo che la Regione modificherà la legge. Non ho intenzione di caricarmi di azioni contro la legge e di diffidare Regione o Acea». Il discorso è prettamente economico. Non ci sono risorse pubbliche per la gestione dell’acque e per la manutenzione del sistema? Ci metterà le mani il privato».

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