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Schiuma in mare: forse mucillagine

Schiuma in mare: forse mucillagine

Segnalazione di chiazze ieri mattina a Pescia Romana. Intervento della Capitaneria. Avvistamenti anche a Tarquinia Lido. Preoccupazione per i dati negativi di Legambiente in prossimità delle foci

MONTALTO – Schiuma in mare lungo il litorale viterbese. Ieri mattina i bagnati hanno segnalato una chiazza in mare nello specchio acqueo antistante la spiaggia di Pescia Romana. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di porto per le verifiche del caso. Secondo quanto appreso, non si tratterebbe di inquinamento. Probabile invece l’ipotesi che si tratti di mucillagine che si forma in mare a seguito delle alte temperature. Il fenomeno potrebbe essere collegato alla presenza di praterie di Posidonia. Segnalazioni di schiuma in mare sono giunte anche da parte dei bagnanti lungo il litorale di Tarquinia Lido, ma non si sa se si tratti dello stesso fenomeno registrato a Pescia Romana. Sui social network non manca chi a Tarquinia polemizza: «Sono anni che le amministrazioni rispondono con varie scuse, come la rottura della pompa; scarichi abusivi, ma il problema ogni anno si ripresenta». La preoccupazione, forse, è legata anche ai recenti dati diffusi da Legambiente in merito ai prelievi eseguiti dal laboratorio mobile di Goletta Verde  tra il 22 e il 23 luglio scorso. A fronte di una costa ritenuta eccellente anche dai dati rilevati dall’Arpa Lazio, problematiche si registrano in prossimità delle foci di fiumi e fossi. In particolare Legambiente ha rilevato un ‘‘forte inquinamento’’ alla foce del fiume Marta, al  Lido di Tarquinia, e ‘‘inquinamento’’ invece alla foce del fosso Chiarone, a Pescia Romana, nel comune di Montalto di Castro. «I parametri indagati – ha spiegato Legambiente – sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come ‘‘inquinati’’ i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e ‘‘fortemente inquinati’’ quelli che superano di più del doppio tali valori». Problematiche, sempre in prossimità delle foci, sono state registrate anche nelle località balneari in provincia di Roma. Addirittura dieci hanno riportato un giudizio di ‘‘fortemente inquinato’’. Nella capitale cariche batteriche ben oltre i limiti sono state riscontrate alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale presso il cancello numero 1 a Ostia (sempre a Ostia è invece risultato nei limiti il prelievo effettuato al canale dei Pescatori). Gli altri prelievi con esito negativo sono stati effettuati sul lungomare Pyrgi (altezza via Oleandri) a Santa Severa di Santa Marinella; alla foce del fiume Arrone, sul lungomare di Ponente di Fregene; alla foce del canale Crocetta (Filadelfia), alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto tutti a Torvajanica, nel comune di Pomezia; alla foce del fosso Grande ad Ardea; alla foce del fosso Cavallo Morto (lungomare delle Sterlizzie) in località Lido dei Gigli di Anzio e alla foce del porto canale Loricina di Nettuno. Entro i limiti, invece, gli altri campionamenti: alla foce del fosso Zambra a Marina di Cerveteri; alla spiaggia presso la foce del canale e del fiume Statua a Ladispoli. (a.r.)

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