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Bastianini rimette le deleghe

Bastianini rimette le deleghe

Protocollata una lettera indirizzata al sindaco e alla maggioranza. Tra le motivazioni, il decisionismo del Pd. Sgamma, dalla minoranza: «Ci spieghino come stanno le cose»

ALLUMIERE – «Fiera delle stranezze fra i banchi della maggioranza». Questo lo slogan che il consigliere comunale di opposizione, Vincenzo Sgamma, scrive per evidenziare delle «irregolarità a cui stiamo assistendo da troppo tempo». Sgamma, infatti, si dice profondamente basito dal fatto che: «Dal 22 luglio, il consigliere di maggioranza Bastianini ha protocollato una lettera indirizzata al sindaco e alla maggioranza con la quale rimette le deleghe protestando contro il modo di fare della maggioranza e a distanza di giorni non ci è stata data notizia. E’ vero che la missiva è per la maggioranza, ma la remissione delle deleghe riguarda tutto il consiglio. Fra l’altro Bastianini è un ragazzo intelligente e pacato non avvezzo a botte di testa. Come minoranza da tempo stiamo additando il sindaco di voler fare toppo come gli pare, coadiuvato da un gruppetto di persone alcune delle quali neanche votate dal popolo». 
Il consigliere comunale, Marco Bastianini con una lettera protocollata lo scorso 22 luglio e indirizzata al sindaco Augusto Battilocchio, al segretario del Pd Simone Ceccarelli, al segretario del psi Luigi Sgamma e ai componenti del consiglio comunale di maggioranza, ha manifestato «la volontà di restituire le deleghe in mio possesso nelle mani del sindaco». Bastianini quindi sta rimettendo le sue deleghe all’ Ambiente, Mobilità e traffico, Vigilanza urbana e Sicurezza. «In campagna elettorale sui due comizi pubblici è successo che non sono state rispettare le regole di par condicio: nel primo avevamo tempi d’intervento di pochi minuti che io ho rispettato mentre altri sono intervenuti per 30 minuti. Nel secondo – si legge nel documento – dopo che eravamo d’accordo che chi voleva poteva intervenire non mi è stata data la possibilità di parlare e di replicare alle accuse di Remondini nei miei confronti e di quelli dell’Italia dei Valori». Bastianini poi evidenzia un altro fatto che lo ha turbato, quello, cioè, risalente al luglio 2012: «Per aver espresso il mio parere in commissione aperta sul digestore della Renerwaste sono stato quasi sollevato seduta stante dalle mie deleghe e convocato per il giorno dopo alle 8 in ufficio dal sindaco per togliermi le deleghe. Poi per ragioni, suppongo non politiche, mi sono state lasciate». Bastianini poi evidenzia di essersi dedicato a pieno ritmo e con entusiasmo «per contribuire alla buona riuscita del lavoro tralasciando famiglia, lavoro e altro. Spesso presente in commissione, consigli comunali, viaggi a a Roma per l’osservatorio ambientale e lotta al cinipide della castagna, Palio, riscossione dalle bancarelle, spesso presente dai vigili e dalle eco volontarie per cercare di coordinare il lavoro da svolgere, per fare la stesura del nuovo regolamento, ecc. Ma a fronte di tanto lavoro, se c’era qualche decisione da prendere neanche venivo informato, mai fatto un vertice di maggioranza. Se si dimette il vicesindaco Annibali vogliamo discutere insieme il nuovo assetto del Comune? No, si decide tutto nella sede del Pd e decidono i nuovi equilibri. Annibali si vuole dimettere da consigliere? Si fa desistere e si preferisce tenerlo in consiglio ad alzare la mano su cose che neanche conosce perché non può essere presente alle commissioni. Si dimette Volpi dall’Urbanistica? Si ripesca Annibali, ma con chi ne ha discusso il sindaco? Così come tanti altri fatti che, in concomitanza di situazioni personali, mi hanno fatto prendere tale decisione». (Rom. Mos.)

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