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Enel, occhio alla bolletta è una email truffa

Enel, occhio alla bolletta è una email truffa

CIVITAVECCHIA – Una email con tanto di gentile cliente, dati fornitura, codice fiscale e alla fine un importo da pagare estremamente esoso, a volte più di cinquecento euro per un unico bimestre.  Bollette a firma Enel, stanno da qualche tempo girando, creando spavento e sconcerto tra gli utenti. Ha le sembianze di una bolletta vera e propria, eppure si tratta di un tentativo di raggiro. L’ultima truffa, che viene recapitata nelle caselle dei consumatori ha come mittente un indirizzo email che, a uno sguardo poco attento, dovrebbe essere ricondotto a una società del gruppo Enel.  La bolletta viene recapitata anche a chi non è effettivamente cliente Enel e contiene dati di fantasia (numero chiente e codice fiscale), mentre il nome dell’intestatario è effettivamente quello del proprietario dell’email. Poi l’invito è quello a cliccare su un indirizzo per scaricare la fattura e, a questo punto, si viene indirizzati su un sito clone. Qui il malcapitato viene invitato a scaricare la finta bolletta che, in realtà, è un virus capace di bloccare il computer e i dati. Per sbloccare i contenuti del computer viene quindi richiesto un riscatto. Per proteggersi  dalla bufala, è sufficiente chiamare il numero verde dell’Enel e attendere di parlare con un operatore. Ovviamente prima del panico, basta confrontare il codice cliente con l’ultima bolletta pagata e rendersi conto che il codice fiscale assolutamente fasullo. Una perfetta truffa messa in piedi per far cadere qualche sprovveduto nella rete. L’Enel nel frattempo si scusa e rassicura che le sue procedure non prevedono in nessun caso la richiesta di fornire o verificare dati bancari o codici personali. La raccomandazione, perciò, è quella di non cliccare sul link segnalato nelle email. L’azienda ha messo a disposizione i numeri verdi 800 900 800 (per Enel servizio elettrico) e 800 900 860 (per Enel energia) per i clienti che dovessero ricevere email sospette e che volessero segnalare l’accaduto. Riconoscere i tentativi di phishing non è sempre semplice, anche se spesso basta utilizzare solo un po’ di buon senso. 

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