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L’Italia chiede il rientro di Girone e la permanenza di Latorre

Marò. Le richieste urgenti avanzate al Tribunale di Amburgo respinte dall’India

Marò. Le richieste urgenti avanzate al Tribunale di Amburgo respinte dall’India

ROMA – I Marò «non sono ancora stati incriminati di alcun reato» dalla giustizia indiana. Ma l’India dimostra di «disprezzare il giusto processo» ritenendoli già colpevoli, con «un atteggiamento che esemplifica al meglio l’impasse in cui oggi ci troviamo».

Così l’ambasciatore Francesco Azzarello nell’aula del Tribunale di Amburgo. Girone è «ostaggio» dell’India, mentre la salute di Latorre è «a rischio, se fosse costretto a tornarvi».

E’ quanto si legge nelle ‘Richieste di misure provvisorie’ avanzate dall’Italia al Tribunale di Amburgo, pubblicate sul sito dello stesso Itlos. Delhi «viola i diritti fondamentali» dei marò e dell’Italia, prosegue il documento.

L’Italia sostiene «con fondamento giuridico che la giurisdizione è nostra, chiediamo il rientro di Girone, cui va il nostro pensiero, e la permanenza di Latorre in Italia affinché possa completare la fase di recupero». Lo ribadisce l’ambasciatore Francesco Azzarello, a margine dell’udienza al Tribunale di Amburgo.

«Definire Girone un ostaggio è inappropriato e offensivo», a Delhi «gode di una vita confortevole». E «la salute di Latorre potrebbe migliorare nei prossimi mesi» consentendogli di tornare a Delhi. Così l’India respinge le richieste dell’Italia. Marò.

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