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Tragedia al Circeo: «Ho evitato quella Smart per sbaglio»

ROMA-Correva forte Cocò in mezzo al campo, pronto a sfidare il muro avversario per riconquistare la palla e passarla ai suoi compagni. Con il rugby c’era cresciuto, Francesco Casarosa, che i compagni, gli allenatori, gli amici e i familiari chiamavano con quel buffo soprannome. A Ponte Milvio, il quartiere che più di ogni altro ha raccolto la spensieratezza di quel giovane, appena diciottenne, morto la scorsa notte in un terribile incidente tra San Felice Circeo e Sabaudia, sono tutti sotto choc. Perché tutti ricordano Francesco. Capelli castani, sempre con il sorriso. «Ci vedevamo sempre qui o in qualche altro locale dei Parioli», ricorda Luigi Bezzi, compagno di rugby nonché amico di Francesco. «Della nostra squadra – prosegue – era uno dei più forti, non lo vedevi mai contrariato, era taciturno sì, s’impegnava tantissimo nello sport, ma allo stesso tempo la sua voglia di vivere era contagiosa, andava benissimo a scuola tanto da fare invidia». Di fronte quei locali che, soprattutto d’estate, diventano punti di ritrovo per i giovani, «parlavamo del futuro – conclude Luigi – e delle ragazze da conquistare». Poi il giorno dopo Cocò riprendeva il borsone e tornava a inseguire un pallone ovale. Mai un lamento, mai un’esitazione. Il rugby a Francesco gli aveva insegnato, in dieci anni, la disciplina e lo spirito di sacrificio.E lui continuava a correre, sul campo dell’ Unione rugby capitolina e poi su quello della Lazio rugby così come faceva nella vita. Diciott’anni vissuti inseguendo il futuro ma interrotti brutalmente all’uscita della curva di Torre Paola. Un weekend al mare, a casa di amici per iniziare a vivere l’estate. Ed era una bella estate, la sua, dopo la promozione con ottimi voti e nessun debito formativo al quarto anno dell’Istituto Santa Giuliana Falconieri di Roma. «Non riesco ancora a credere che Cocò non ci sia più». Adriano Ancellotti, Francesco l’ha visto crescere su quel campo immenso che si staglia vicino Tor di Quinto. Per anni l’ha allenato a rugby. «Si era iscritto alla Capitolina che non avrà avuto otto anni insieme a suo fratello gemello Tommaso. Fin da subito si era impegnato nel ruolo di terza linea e di placcatore con ottimi risultati».Dopo l’esperienza alla Capitolina era passato alla Lazio Rugby. Ora la squadra sta pensando a una serie di partite da disputare in sua memoria. 

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