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Tirrenica, accesso a Tarquinia allagato: monta la polemica

Tirrenica, accesso a Tarquinia allagato: monta la polemica

Acqua anche sulla Litoranea. Il Comitato incalza il sindaco e la Sat

TARQUINIA – Strade allagate a Tarquinia a causa del maltempo. Dito puntato del Comitato per il diritto alla Mobilità contro i lavori Sat per la realizzazione dell’autostrada tirrenica. «Nonostante le parole genericamente vuote che il Sindaco di Tarquinia ha provato a spacciare per verità nel suo comunicato dell’8 agosto – dicono dal Comitato – ancora una volta bastano i fatti a confutarle. E i fatti ci raccontano che l’autostrada non è stata una benedizione per Tarquinia, bensì una vera e propria sventura. Il 10 agosto, a seguito delle piogge, l’ormai unica entrata per accedere a Tarquinia (quella della Vecchia Aurelia ora è chiusa da un guard rail) era impraticabile, a meno di non possedere un natante. La Litoranea, una strada appena ‘‘riqualificata’’ dalla Sat, identificata come alternativa per chi non ha immediato accesso all’autostrada e per i mezzi agricoli che non possono transitarvi, nelle ore successive al temporale era una vera e propria pozza e le acque piovane tutt’altro che defluite». «Tarquinia – commentano dal Comitato – è stata colpita da una vera e propria calamità: l’incapacità dolosa. La Sat si è dimostrata incapace di fare strade, le autorità competenti incapaci di far in modo che i lavori venissero portati avanti a regola d’arte, il Sindaco di Tarquinia di difendere Tarquinia. Se il Sindaco si è adoperato come dice per tutelare la cittadinanza c’è da prendere atto che il suo operato non è stato sufficiente, non ce ne siamo accorti mentre ci accorgiamo invece delle sue conseguenze negative. Se davvero è intenzionato a chiedere i danni, l’elenco è davvero lungo e probabilmente nei prossimi anni emergerà molto altro, e se fossimo in un paese dove le responsabilità si pagano, tanti di questi danni sarebbero imputabili anche al nostro Sindaco in persona che, quando era ancora in tempo per limitarli, ha scelto di ignorare le osservazioni a questo progetto carente e dannoso, presentate nel 2011 anche al Comune di Tarquinia dall’allora consigliere comunale Marco Tosoni. Quelle osservazioni contenevano tutto quello per cui oggi ci stiamo ancora preoccupando e battendo, il ponte sul fiume Mignone (non serve d’oro ma nemmeno provvisorio) e le altre complanari mancanti». «Era stato chiesto di elaborare un piano della mobilità e un piano generale del traffico alternativo all’autostrada – tuonano dal Comitato – visto che questa andava a sostituire la statale Aurelia con soli 3 svincoli a fronte di circa 55 incroci a raso. Oggi, visto quanto successo ieri sulla rampa d’accesso e sulla Litoranea, il Sindaco chiede all’Ardis di verificare se Sat abbia o no eseguito in modo corretto le opere idrauliche lungo tutto il tratto autostradale, facendo finta di non sapere che tutto era già nelle relazioni tecniche del progetto esecutivo che evidentemente neanche il Sindaco aveva mai chiesto copia. Il tempo delle valutazioni è passato da anni e nulla è stato fatto quando era il momento, per questo la situazione attuale è quella che tutti possono vedere, senza controllo. E’ stato invece detto di tutto per convincere la cittadinanza che l’autostrada fosse una stoffa pregiata con la quale Tarquinia sarebbe stata vestita a festa ed ora purtroppo Tarquinia si è accorta, passateci il termine, di ‘‘essere in mutande’’. Il re è nudo».

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