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Controlli della Polfer sui treni: arresti, denunce e multe

CIVITAVECCHIA – Nell’ambito delle attività programmate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza per garantire i sereni spostamenti dei vacanzieri che utilizzano il treno, il personale della Sottosezione Polizia Ferroviaria di Civitavecchia è stato impegnato in due distinte operazioni ottenendo ragguardevoli risultati. La prima è l’operazione “Stazioni Pulite’’, messa in atto lo scorso fine settimana. Nel corso dei controlli,  un cittadino romeno di 23 anni è stato tratto in arresto ed associato al carcere di Aurelia in quanto ricercato da giugno 2015 per espiare la pena di 1 anno e mesi 10 di reclusione, inflitta dal Tribunale dei Minorenni di Milano per violenza sessuale, furto e ricettazione commessi quando aveva 16 anni; era inoltre ricercato per scontare una pena a 6 mesi di reclusione inflitta dal Tribunale di Roma per “violenza e resistenza a pubblico ufficiale”.  Nel corso dei servizi sono state controllare le stazioni della tratta Montalto – Ladispoli, svolti dei servizi di vigilanza a bordo treno 22, identificate 31 persone, due stranieri privi di soggiorno sono stati proposti per l’espulsione, e sono state elevate 4 contravvenzioni al regolamento polizia ferroviaria e due al codice della strada. L’altra operazione “Contrasto alla Contraffazione” è stata portata a compimento ieri. E le ha tentate veramente tutte un cittadino senegalese di 39 anni per evitare l’identificazione ed il sequestro del materiale contraffatto. È stato identificato da una pattuglia della Polfer di Civitavecchia durante un servizio di scorta a bordo di un treno notturno da Genova a Civitavecchia ed era privo di documenti e soggiorno ed in possesso di due voluminose valigie contenenti oltre 100 borse e 50 portafogli con marchio contraffatto di una “griffe” internazionale, valore sul mercato clandestino di almeno € 5000,00. Per evitare il sequestro ha cercato di corrompere gli agenti proponendo di far compiere una brillante operazione nell’ambito della contraffazione; ha quindi cercato di evitare l’identificazione tramite il rilevamento delle impronte fingendo un malore tanto da essere soccorso da un’ambulanza del “118” che lo ha trasportato all’Ospedale San Paolo dove però è stato “piantonato” fino a quando è stato dimesso. Dai riscontri dattiloscopici sono emersi ben 36 alias diversi, precedenti per vari reati ed inottemperante a 5 precedenti decreti di espulsione. Accompagnato all’ufficio Immigrazione della Questura di Roma, è stato munito di un nuovo decreto di espulsione. Naturalmente la merce contraffatta è stata sequestrata e lo straniero, che come lui stesso ammesso è un grossista che rifornisce i venditori al minuto, è stato indagato sia per violazione della normativa sulla contraffazione, anche per tentata corruzione e false attestazioni sull’identità.

 

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