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Giubileo, via al primo vertice il Sindaco ancora in vacanza

ROMA – «Io credo che questa sia la stagione nella quale tutte le istituzioni debbano fare quadrato insieme, anche perche’ abbiamo degli appuntamenti importanti, su tutti il Giubileo, pero’ ognuno nell’ambito dell’assunzione delle proprie responsabilita’. Quindi non ci sono superpoteri, Superpippo o Mandrake, non c’e’ un superprefetto: c’e’ un prefetto a cui vengono chiesti gli straordinari». Lo ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, a margine di una iniziativa nella Capitale. Proprio zitto non sta, il sindaco Ignazio Marino. E dagli Stati Uniti, dove impassibile è rimasto in vacanza mentre a Roma il ministro Angelino Alfano di fatto lo «commissariava» affiancandogli il prefetto Franco Gabrielli, si ribella al tutoraggio imposto da Palazzo Chigi.Anzi, cerca di riappropriarsi pienamente del suo ruolo respingendo l’idea che a Roma ci sia una diarchia. «Il sindaco sono io e Gabrielli non ha poteri speciali», avrebbe detto ai suoi. Indiscrezioni che sono finite in prima pagina su La Stampa e scatenato di nuovo l’opposizione, che vorrebbe un suo passo indietro. Il sindaco, insomma, non ci sta. Nessun ridimensionamento. Gabrielli, con il quale ribadisce di aver sempre avuto rapporti di leale collaborazione, lo aiuterà piuttosto a superare «le lentezze che finora hanno connotato l’avvicinamento al Giubileo».  
Il sindaco ha saltato anche il primo vertice sul Giubileo con Gabrielli. Al suo posto ancora una volta c’è stato il vicesindaco Marco Causi, mentre Marino tornerà dalle vacanze domani dopo essere volato a New York per incontrare il sindaco De Blasio. Ci sarà, invece, giovedì in giunta e soltanto l’indomani, il 4 settembre, incontrerà il prefetto per programmare gli interventi di restyling della città e per mettere in moto la macchina organizzativa della capitale. Da oltreoceano filtrerebbe anche una certa insofferenza di Marino per la decisione del governo di aspettare la relazione di Alfano sull’eventuale scioglimento del Comune, il 27 agosto, prima di dare il via libera al piano di interventi previsti per il Giubileo. Un’attesa che ha necessariamente fatto slittare l’apertura dei cantieri.  E a tre mesi dall’Anno Santo sono i romani a rischiare di pagare sulla propria pelle i ritardi. I lavori, previsti per lo più in zone nevralgiche della capitale, come alla Stazione Termini e sul Lungotevere, dove la viabilità è già normalmente difficile, partiranno a scuole aperte dopo la pausa estiva. 

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