Pubblicato il

«Una dichiarazione contro la città»

«Una dichiarazione contro la città»

LADISPOLI. Campo sportivo Cerreto, secondo il M5S è stata utilizzata una norma sbagliata pur di accelerare l’iter di approvazione

LADISPOLI – Continuano le polemiche sul Piano Integrato presentato da Piazza Grande srl a Ladispoli per la trasformazione del campo sportivo del Cerreto in un’area adibita a negozi, abitazioni e parcheggi. Questa volta sotto la lente di ingrandimento finiscono i tempi per presentare eventuali ossevazioni che secondo il M5S sarebbero stati volutamente contratti. La questione fece già discutere la città dopo che emersero alcuni dettagli circa la società che aveva presentato il piano. Il legale rappresentante di Piazza Grande srl è infatti sorella di uno dei consiglieri del Comune di Ladispoli e, inoltre, la sede legale della società risulta essere al civico dell’abitazione di uno degli assessori presenti durante l’approvazione in giunta del PPI. A nulla sono valse le dimostranze fatte in quei giorni anche dai comitati ambientalisti che chiedevano la non cementificazione di una zona adibita a campo sportivo e verde. Il progetto è stato approvato dal consiglio comunale. Ad alzare il polverone ieri, però, è stato nuovamente il Movimento Cinque Stelle di Ladispoli il quale questa volta non è entrato direttamente nel merito del progetto, ma ne ha contestato la procedura burocratica di approvazione. Secondo i pentastellati, infatti, il Comune si sarebbe dovuto avvalere dell’articolo 9 della legge urbanistica n.1150/1942 e s.m.i. che prevede ‘«che gli strumenti urbanistici adottati in variante (e quindi il progetto della Società Piazza Grande) devono essere pubblicati per complessivi 60 giorni al fine di consentire a chiunque di conoscerne i contenuti ed eventualmente attivare procedure di osservazioni e opposizione». Secondo quanto dichiarato dai cinque stelle, invece, il Comune ha applicato «l’art. 6 della legge n. 167/1962 titolata: “Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree per l’edilizia economica e popolare” che con il terzo comma dispone: ‘‘entro 20 giorni dalla data di inserzione del Bollettino Ufficiale Regionale gli interessati possono presentare al comune le proprie opposizioni’’». «Non ci sembra – dichiara il M5S – che un centro commerciale rientri in interventi di edilizia residenziale pubblica e tuttavia viene pubblicata sul Bur Lazio per soli 20 giorni, a partire dall’11 agosto 2015». «Che dire signor Sindaco, già la Sua proposta di indire un referendum cittadino dopo l’approvazione del piano ci sembrava una palese presa in giro dei cittadini di Ladispoli – continuano i pentastellati – ma ora l’aver applicato una norma sbagliata pur di approvare in tempi brevi il piano ed impedire la presentazione delle osservazioni ai cittadini ci sembra una vera e propria dichiarazione contro la nostra città». «Amministrare – concludono i Cinque Stelle – significa lavorare con onestà e trasparenza per favorire il reale confronto con i cittadini, che adesso ci sembra essere solo a livello di chiacchiere vuote ed inconcludenti»

ULTIME NEWS