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Acqua: è ancora emergenza

Acqua: è ancora emergenza

Da una settimana le zone a nord della città sono a secco a causa del guasto sulla condotta Talete. Il piano messo a punto dal Comune per evitare troppi disagi non funziona al 100%. Il consigliere Fulvio Floccari guarda al passato per spiegare da dove nascono i problemi di oggi  

CIVITAVECCHIA – È una crisi idrica senza fine quella che da mesi investe la città, prima in un quartiere poi un altro, con i disagi che si susseguono. Questa volta sono i residenti della zona nord della città a fare i conti, da circa una settimana, con i rubinetti a secco. Il motivo sta nel danno alla condotta Talete, uno dei fornitori di acqua potabile per Civitavecchia, la cui riparazione appare più complicata del previsto. Un guasto a km di distanza dalla città, ma che ha forti ripercussioni nelle case dei civitavecchiesi.. Soprattutto perché il “piano B” messo a punto dall’amministrazione in casi del genere non sembra poi funzionare così bene. I cittadini lamentano in mod particolare una carenza di autobotti e mancate risposte al numero telefonico per le emergenze messo a disposizione dal Pincio. Non è dello stesso parere il consigliere comunale Fulvio Floccari, il quale chiarisce la questione, difende l’operato del Pincio e rispedisce al mittente le critiche, specie quelle piovute durante il consiglio comunale. “Nella vicenda dell’ultimo guasto sulla condotta di Talete SpA, il Comune subisce i disservizi legati ad una rottura, a 100 km di distanza da qui – ha spiegato – su una condotta gestita da una Società per azioni, della quale il Comune stesso è cliente e non gestore, neanche in forma indiretta. Il Servizio Idrico si è tempestivamente attivato per quanto di propria competenza, concertando con la stessa Talete una fonte di approvvigionamento idrico alternativa (seppur in volume ridotto e con un tasso di arsenico un po’ più alto) e con Hydrocon SRL un intervento di settaggio sul dearsenificatore, c’è da ricordare che questi problemi sono purtroppo radicati nella storia di Civitavecchia e del suo servizio idrico. Tutti coloro che sono convinti che privatizzando il servizio idrico si possano risolvere decenni di mancati interventi sugli impianti stanno in questi giorni avendo l’ennesima conferma che “privatizzare” non è affatto sinonimo di “migliorare” un servizio”.  E Floccari è intervenuto anche sulla questione delle autobotti, spiegando come sia stato già richiesto il supporto di un mezzo privato, in questo caso della ditta Sacchetti. “A causa di richieste simili, avvenute da parte delle precedenti amministrazioni – ha aggiunto – la ditta Guerrucci vanta un credito con il Comune per il 2013 (amministrazione Tidei) ed il 2014 (commissario Santoriello) per un totale di circa 75mila euro. Tale ditta ha quindi comprensibilmente richiesto, prima di intervenire nuovamente, di essere garantita sullo stesso credito. Quando alcuni politici in consiglio comunale strumentalizzano i disservizi e parlano di situazione peggiorata rispetto al passato, è evidente che gli stessi mentono spudoratamente. Una politica di investimenti a lungo termine sul servizio idrico, che essi stessi per primi non hanno attuato – ha concluso Floccari – è l’unica strategia utile a prevenire tali disservizi. Chi sperava che a breve la “patata bollente” sarebbe passata nelle mani di Acea ha evidentemente a cuore un affare da milioni di euro e l’interesse di privati: quanto di più lontano dalla politica di questa amministrazione”.
Sul corretto funzionamento del numero telefonico dedicato del Comune, il consigliere del M5S conferma di aver personalmente verificato la situazione “e, seppur dinanzi ad un carico notevole di chiamate, 25 solo questa mattina – ha evidenziato – i dipendenti rispondono come è normale che sia alle telefonate degli utenti”.

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