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Ad ottobre la pulizia del tendone

Ad ottobre la pulizia del tendone

Mercato. Entro il mese un incontro tra Comune e Soprintendenza. Venti giorni per la conclusione del collaudo dell’ittico. Allo studio una soluzione che possa garantire gli operatori delle superfetazioni

CIVITAVECCHIA – Il Pincio conta di incontrare, entro il mese, la Soprintendenza per fare luce su alcune situazioni ‘‘calde’’: superfetazioni da un lato e dehors dall’altro. In realtà l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Pantanelli ed il sindaco Antonio Cozzolino, come hanno confermato nel corso di una trasmissione televisiva su Provincia tv, hanno auspicato la presenza della Soprintendenza in città, proprio per mostrare come stanno attualmente le cose. Proprio al mercato nei giorni scorsi erano comparsi nuovi cartelli di denuncia da parte degli operatori. ‘‘Il Comune se ne frega del mercato, aspetta la tragedia’’. ‘‘Amministrazione scarica barile: ma chi deve finire il mercato?’’. E ancora: ‘‘Emergenza mercato, Comune dove sei?’’. In particolare sono gli operatori della palmetta a sollecitare un interessamento del Pincio, dopo gli ultimi mesi di silenzio.

«Ad ottobre – ha confermato l’assessore Pantanelli – procederemo con il taglio degli alberi e la pulizia della tensostruttura, mentre entro la prossima settimana verrà affidato l’incarico tecnico per la perizia sulla struttura». L’obiettivo, in questo senso, richiesto da più parti, è la messa in sicurezza della zona. Con il Comune che non esclude la possibilità, dopo aver stralciato dal progetto originale la riqualificazione completa della piazza, di pensare ad un’alternativa all’attuale tendone, che faccia lavorare in sicurezza al mattino gli operatori e possa essere tolta nel pomeriggio affinché la città possa riappropriarsi della piazza.

Per l’ittico invece si attende la conclusione del collaudo, prevista tra 15/20 giorni, per poi andare a verificare eventuali modifiche e sistemazioni di box della carne e postazioni di pesce all’interno dello struttura. «Date non vogliamo darne – hanno aggiunto Pantanelli e Cozzolino – non per non prenderci le nostre responsabilità, ma perché ci sono processi che non governiamo noi». A conti fatti, comunque, non passeranno meno di due mesi all’ingresso degli operatori nella struttura, se non ci saranno ulteriori problemi da risolvere.

E poi le superfetazioni. Gli operatori sono ancora nelle casette di legno di piazza XXIV Maggio e lì rimarranno ancora per molto a quanto pare.  L’obiettivo è portare in città la Soprintendenza per valutare insieme possibili strade da seguire, che vadano incontro alle diverse esigenze. Una delle ipotesi del Pincio è quella di realizzare dei chioschi, non in aderenza alle pareti dell’ittico, ma appoggiati in modo tale da non interferire sulla struttura.

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