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Agraria, resta alta la candidatura di Catini

Agraria, resta alta la candidatura di Catini

TARQUINIA. Nel centrodestra proseguono le trattative per la composizione delle liste. Veto di Meraviglia su Guarisco. Nel centrosinistra spuntano ancora malcontenti: Perinu: «Il Polo dei moderati è diventato ‘’polo dei democratici"»

TARQUINIA – Incontri su incontri per arrivare alla quadra che permetterà di dare il via libera ufficiale alle candidature alla carica di presidente dell’Università Agraria di Tarquinia in vista delle elezioni del 25 ottobre. Nel centrodestra resta alto il nome di Manuel Catini che continua a trovare consensi tra gli alleati. Veti invece nei confronti di Giovanni Guarisco che alla riunione dell’altra sera è stato stoppato da Roberto Meraviglia, pronto a discutere, ma su altri nomi. Seppure con esperienza di lungo corso, Massimo Scappini rischia di rappresentare una candidatura fiacca e priva di quell’elemento di novità che il centrodestra invece reclama. Sulla base delle prime ipotesi, probabile che lo schieramento si presenterà alle consultazioni elettorali con tre liste, una di centro e altre due che potrebbero non avere alcun marchio politico. Intanto, dopo gli ultimi terremoti in casa centrosinistra, spuntano nuovi malcontenti, con il moderato Maurizio Perinu che, sulla scia degli eventi che hanno ruotato intorno a Murizio Leoncelli e alle scelte “non condivise” del suo ormai ex partito ‘’Polo dei Moderati’’ e del Pd, sembra avvicinarsi a quella parte di centro alleato con la destra. Chiara la ricostruzione degli eventi: «Facendo una riflessione – spiega Perinu – emerge che, nel 2012 mi sono candidato alle elezioni amministrative comunali con una lista civica di centro, il Polo dei Moderati, da dove sono uscito come il “primo dei non eletti”. Intravedevo che potevo fattivamente dare un contributo a questo gruppo, insieme ad alcuni rappresentanti presso l’Università dell’Agraria, dove c’erano in carica tre assessori e due consiglieri. Appena subito dopo le elezioni comunali del 6 e 7 maggio 2012, c’è stato un cambiamento: è stato ceduto un assessorato all’attuale candidato del Pd alla presidenza dell’Università Agraria Alberto Blasi. Non ho preso bene questa decisione, però, nuovo di queste cose, ho pensato che era stato un passaggio politico dovuto. Poco tempo dopo, si è dimesso Pierangelo Conti e al suo posto è stata nominata Sara Torresi, non appartenente al Polo dei Moderati, ed anche questo, l’ho visto come altro passaggio politico dovuto. Da lì ad un anno, la Torresi si è dimessa per motivi personali, ed è stata sostituita da Maurizio Leoncelli, peraltro già consigliere presso l’Agraria, ed il suo posto è stato ricoperto dal Pd nella persona di Alessandro Jacopucci, dato che era stato eletto a suo tempo nel Pd, diventando vicepresidente del suddetto ente sito a Palazzo Vipereschi. Nel frattempo è stato defenestrato Gino Stella, altro assessore del Polo dei Moderati, che peraltro non è stato mai sostituito per non gravare sul bilancio dell’ente». «A circa due mesi dall’elezioni del nuovo consiglio d’amministrazione dell’Agraria – conclude Perinu – si è defenestrato Maurizio Leoncelli quale vicepresidente, perché non in linea con il Polo dei Moderati, nelle scelte comunali, ed anche qui, come ho avuto l’opportunità di esprimere, non ho condiviso la scelta del mio gruppo». «Poi, – prosegue Murizio Perinu – apprendo dai giornali che Leoncelli è stato sostituito dall’amico Alessandro Sacripanti quale assessore (non vicepresidente). Infine sempre dal giornale leggo che il candidato presidente all’Agraria è il consigliere comunale nonché assessore Alberto Blasi esponente del Pd, ma era stato incaricato di individuare una figura condivisa da presentare, il Polo dei Moderati». Quindi l’affondo: «Mi chiedo se questo Movimento denominato Polo dei Moderati (che come dice un articolo sempre di giornale in Comune è diventato Moderati Riformisti ma mai ufficializzato all’Agraria) se grazie al suo coordinatore, sia diventato ‘‘polo democratico’’». Nella competizione per l’Agraria non ci sarà invece il Movimento Cinque stelle in quanto «contrari a quegli enti che rappresentano solo un costo per i cittadini e che potrebbero essere assorbiti da altri». (a.r.)

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