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Omicidio Vannini: all'appello manca ancora una maglietta

Omicidio Vannini: all'appello manca ancora una maglietta

Gli inquirenti hanno ritrovato a casa Ciontoli i vestiti del ragazzo durante un sopralluogo nella villetta di Ladispoli. Ancora molti punti oscuri sulla vicenda, mentre si rimane in attesa dei risultati dell’autopsia e dello stub

LADISPOLI – Tre mesi. I famigliari hanno cercato gli indumenti di Marco Vannini per tre mesi senza avere nessun riscontro.

E invece, come rivelato dal settimanale ‘‘Giallo’’, erano a casa di Antonio Ciontoli.

I vestiti di Marco, una canotta da bagnino e un costume a pantaloncino, sono saltati fuori durante un sopralluogo dei Carabinieri a casa di Antonio Ciontoli.

Ulteriori prove che si vanno ad aggiungere al caso Vannini, anche se dopo mesi da quella fatidica notte.

Una domanda però la famiglia Vannini se la pone: perchè non consegnarli prima? Fonti interne alla famiglia hanno raccontato che qualche giorno dopo la morte di Marco, la famiglia Ciontoli ha fatto recapitare ai Vannini lo zainetto del ragazzo contenente una felpa, i jeans e la cintura, perchè quindi non restituire anche gli altri indumenti?

All’appello mancherebbe comunque ancora un capo: la maglietta di cambio che si era portato Marco quella sera e che avrebbe dovuto indossare con i jeans.

Quando Marco quella sera venne portato, con estremo ritardo, al Pit di Cerveteri Ladispoli, indossava quindi i pantaloni di una tuta non sua e una maglietta blu con loghi pubblicitari.

La famiglia inizialmente non sembrò notare che non si trattava della maglietta di Marco, ma nei giorni sucessivi i genitori iniziarono a cercare la vera maglietta del ragazzo.

Circa un mese fa, dopo disperati appelli televisivi alla trasmissione ‘‘Chi l’ha visto?’’ di mamma Marina, in cui la donna chiedeva di ritrovare i vestiti di Marco, una ragazza passeggiando in una via vicino a casa Ciontoli, notò una canotta da bagnino e allertò subito le forze dell’ordine e la famiglia Vannini.

Alla luce di quanto emerge oggi, tuttavia, quell’episodio risulta essere uno scherzo o una messa in scena. Ma da parte di chi?

Nuovi interrogativi quindi vanno ad aggiungersi alle molte domande che da fine maggio accompagnano il caso e all’orizzonte ancora non sembrano esserci le risposte dalle analisi effettuate dagli inquirenti.

Al momento l’unico indagato nell’omicidio Vannini è Antonio Ciontoli, padre di Martina, la fidanzata di Marco, che da subito ha dichiarato che si è trattato di un tragico errore. Un colpo partito per sbaglio mentre mostrava una pistola a Marco che, accucciato nella vasca, si stava facendo una doccia. Ma i punti oscuri di quella fatidica notte sono ancora molti, primo tra tutti il perchè un ritardo nell’allertare i soccorsi e, soprattutto, la motivazione che si cela dietro l’annullamento della prima chiamata al 118. Lo stub, effettuato sui membri della famiglia Ciontoli, rivelerà inoltre nei prossimi giorni chi quella sera ha sparato.

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