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Riva di Traiano: tanti locali chiusi

Riva di Traiano: tanti locali chiusi

Il Marina privato, punto di riferimento per molte iniziative nautiche, rimane una realtà distante dalla città. Problemi a terra: faticano ad essere aperte nuove attività. Eppure il porticciolo potrebbe garantire importanti risposte  

CIVITAVECCHIA – Con i suoi 1200 posti barca e la sua posizione senza dubbio strategica, il porto turistico Riva di Traiano è un punto di riferimento non solo nel Lazio ma nel Tirreno in generale.
I diportisti che lo frequentano sono molti, e non soltanto italiani. Diverse importanti manifestazioni come la “Roma per Tutti” e la “Roma per due” fanno ormai tappa fissa a Civitavecchia e velisti come Matteo Miceli sono di casa in questo marina privato. Insomma, nonostante il settore non se la passi poi così bene, Riva di Traiano mantiene salda la sua posizione.
Ma se a mare le cose vanno in questa direzione, si può dire altrettanto a terra? Cosa rappresenta il porticciolo per la città?
Domande lecite, vista la distanza proprio tra le due entità, rimaste negli anni piuttosto lontane.
Scarsa integrazione, poco dialogo, minima crescita comune. Eppure potrebbe rappresentare proprio una risorsa per Civitavecchia, sotto diversi aspetti, a partire ovviamente da quello economico ed occupazionale. Tanto che già i poco più dei 25 dipendenti di Riva di Traiano sono quasi tutti civitavecchiesi.
È vero che si tratta di un porto privato, ma è altrettanto vero che comunque si tratta di una realtà importante sul territorio e che potrebbe garantire ulteriori risposte in termini di sviluppo.
Eppure, facendo un giro a terra, ci si può rendere conto dei diversi locali rimasti vuoti nel corso degli anni e dei tanti cartelli con scritto “affittasi” o “vendesi” apposti alle vetrine.
Ci sono ristoranti e bar, studi di commercialisti o medici dentisti, saloni di bellezza, concessionari di auto, solo per fare alcuni esempi.
Ma ancora tanti locali vuoti. E sembra che nuove attività fatichino ad essere aperte, per una serie di problemi sorti in corso d’opera che ne hanno bloccato di fatto l’avvio.
Da pochi mesi si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione, guidato dal presidente, l’avvocato Giovanni Angeloni.
L’auspicio è che tra gli obiettivi principali ci sia quello di ricucire quel rapporto con la città, partendo da una maggiore integrazione con il territorio e da una collaborazione in grado di far rinascere anche lo stesso porticciolo turistico, rendendolo vivo agli occhi anche degli stessi civitavecchiesi.

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