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Università, tra proteste e speranze partiti i test d’accesso per Medicina

ROMA-Cento minuti per decidere il proprio futuro da medico. Sono iniziati ieri mattina alle 11, ma i candidati erano tenuti a presentarsi alle ore 8.30 nelle varie aule assegnate, i tanto temuti test d’accesso per la laurea in Medicina. Quesiti di cultura generale, logica, biologia, chimica, fisica e matematica da risolvere in poco più di un’ora e mezzo. Sono oltre diecimila gli studenti che tentano di passare la selezione a Roma, tra Sapienza con 4990 iscritti a Medicina e Odontoiatria per 956 posti disponibili (per quella in inglese che sarà il 16 settembre gli iscritti sono 687 per 45 posti) e Tor Vergata con iscritti 1637 per 250 posti da sommare ai 2374 ragazzi, in prevalenza donne, che ieri hanno sostenuto la prova scritta per i corsi della Cattolica. In tutta Italia, sono 60mila i giovani che aspirano a una carriera da medico o da odontoiatra, oggi impegnati nel quizzone ministeriale. Che ogni anno scatena proteste tra gli studenti. Questa mattina, infatti, davanti al Miur e davanti all’università La Sapienza hanno srotolato gli striscioni: «Se è aperta, non è Buona» riferendosi alla riforma del governo Renzi, «Test’ingresso, la lotteria dove si gioca il futuro» e «Vogliamo un’università senza barriere: no al numero chiuso». Azioni per «rivendicare il diritto all’accesso libero e difendere l’università pubblica». «Dalla nostra indagine sui dati ministeriali e degli Atenei, emerge chiaramente – sottolinea Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli Universitari – che i corsi a numero chiuso, nazionale o locale, continuano a crescere. Ormai quasi la metà dei corsi di laurea di tutta Italia sono ad accesso programmato, ma nel frattempo le nostre Università perdono migliaia di iscritti ogni anno». Protesta anche all’università La Sapienza dove gli studenti e le studentesse di Link Roma hanno esposto striscioni contro il test di Medicina e Chirurgia negli atenei di Sapienza e Tor Vergata. «Mentre aspettiamo di conoscere quelle che saranno le intenzioni di riforma dell’Università da parte del governo Renzi – dichiara Federica Ciarlariello, coordinatrice di Link Sapienza-  ci troviamo ad assistere ancora una volta a un test assolutamente iniquo, che, nonostante le promesse del ministro, conferma la tendenza ad una progressiva chiusura dei corsi universitari, con un’ulteriore riduzione dei posti a cui abbiamo assistito quest’anno». «E’ assurdo che gli studenti e le studentesse siano costretti a competere tra loro per accedere ad un corso di laurea. L’istruzione è un diritto e l’Università deve essere aperta a tutti e senza barriere.» dichiara Camilla Guarino, di Link Roma.

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